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20 Febbraio 2026Francia-Italia «Stupore» da Palazzo Chigi, ma la destra insiste e proietta il caso nel contesto italiano. E la premier rinfaccia all’Eliseo anche la Dottrina Mitterrand: «Hanno dato asilo ai brigatisti per decenni»
Se n’è accorto anche Emmanuel Macron, che qualcosa non quadra nel furore in cui la destra post e neofascista e il governo italiano si sono appropriati della tragedia di Quentin Deranque, il militante neofascista rimasto morto dopo uno scontro venerdì scorso a Lione.
COSÌ, DA NEW DELHI, il presidente francese ha consegnato un messaggio esplicito sulla vicenda e il modo in cui viene utilizzata nel dibattito italiano. «Sono sempre sorpreso dall’osservare che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano sempre le prime a commentare cosa succede in casa altrui». Poi si è rivolto ai cronisti che lo seguono in India, dove è impegnato in una serie di incontri sull’intelligenza artificiale, che gli avevano chiesto se il suo messaggio era rivolto proprio alla premier italiana: «Avete capito bene».
DA PALAZZO CHIGI fanno subito trapelare «stupore» per le parole dell’inquilino dell’Eliseo e precisano che Meloni aveva semplicemente manifestato cordoglio e solidarietà verso il popolo francese. La premier ribadisce il suo stupore anche in serata, ospite di SkyTg24. E non rinuncia alla frecciatina quando accusa la Francia di «aver dato asilo politico a fior fior di brigatisti per decenni», in riferimento alla scelta di Francois Mitterrand di accogliere i militanti della lotta armata degli anni Settanta italiani. Il riferimento a quel periodo, del tutto gratuito visto lo scenario attuale, conferma che la vicenda Deranque viene utilizzata tutta in chiave interna, per polemizzare con l’opposizione, colpire il dissenso e condannare genericamente l’antifascismo: questo era emerso nelle prime ore e questo è stato denunciato anche mercoledì mattina alla camera, quando in apertura di seduta attorno alle comunicazioni di commiato si è innescato un dibattito proprio sulla violenza con la quale certa destra addita gli avversari politici e usa i social.
A CALDO, il governo italiano si era affidato alle parole di Antonio Tajani, arrivato a Washingtont per partecipare da osservatore al Board of peace di Trump. «L’uccisione di un giovane attivista francese, per lo più in un contesto universitario, è un fatto grave che riguarda tutti, un episodio che va condannato senza esitazioni» dice il ministro degli esteri. Anche lui scaraventa questa storia nel contesto nostrano: «Ci sono stati tanti Quentin in Italia – sostiene Tajani – Alcuni nei periodi più bui della Repubblica. Condannare episodi come quello di Lione serve anche a questo, a far sì che non si ritorni ad un brutto passato anche in Italia». Da Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, uno dei più attivi su questo fronte nei giorni scorsi, manda a dire a Macron: «Il nostro cordoglio è un gesto di amicizia, non un’interferenza». Poi sostiene che la questione ha colpito la destra per via «dell’innalzamento della violenza politica da parte di neo-comunisti in Italia», dimenticando le aggressioni e le vittime causate dalla destra estrema negli ultimi anni.
BISOGNA DIRE che, al di là delle dichiarazioni stizzite di Macron, anche in Francia il dibattito tra le forze politiche ha assunto toni che paiono sganciati dalle dinamiche reali dell’evento. Il sito ContreAttaque ha diffuso alcuni video che mostrano il contesto in cui è maturata l’uccisione di Deranque: vi si vede una quindicina di neofascisti armati di bastoni che fronteggiano una dozzina di persone, scontro che precede il pestaggio letale ai danni del ventitreenne rimasto per terra. La contestualizzazione dell’episodio riguarda anche la successione storica di eventi che l’hanno preceduto nel corso degli ultimi anni. La testata giornalistica Mediapart cita a questo proposito gli studi della sociologa Isabelle Sommier e della sua equipe sulla violenza politica in Francia, dai quali risulta che la morte violenta di Deranque sarebbe una «prima volta» mentre negli ultimi anni si contano almeno sette vittime dell’estrema destra.
Tra il 2017 e oggi, prosegue l’analisi, in Francia le aggressioni sono più che raddoppiate rispetto al precedente periodo (1986-2016). Tra queste, il 70% è stato perpetrato da attivisti di destra: violenze che hanno preso di mira principalmente persone non bianche o percepite come tali (70%) e avversari politici (30%).





