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20 Febbraio 2026Mediobanca tra riassetto e riduzione delle masse: cosa sta accadendo davvero
di Pierluigi Piccini
Negli ultimi mesi si susseguono le notizie di uscite di figure senior dal private banking legato a Mediobanca. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una sequenza di movimenti che stanno alimentando una domanda inevitabile: siamo di fronte a un semplice riassetto organizzativo o a una progressiva riduzione delle masse gestite?
Nel private banking il capitale più importante non è solo finanziario, ma relazionale. Quando professionisti con portafogli rilevanti cambiano istituto, il rischio concreto è che parte delle masse li segua. Non è un’accusa né un giudizio morale: è la dinamica tipica del settore. La competizione tra banche si gioca proprio sulla capacità di attrarre consulenti con relazioni consolidate e patrimoni fidelizzati.
Mediobanca sta attraversando una fase di trasformazione strategica, con una ridefinizione delle priorità e del modello di business. In questo contesto, alcune uscite possono essere fisiologiche. Tuttavia, quando il turnover riguarda profili di alto livello nel wealth management, l’impatto potenziale sulle masse amministrate diventa un elemento da osservare con attenzione.
Il private italiano è oggi uno dei segmenti più contendibili del sistema bancario. Realtà come Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, Banca Generali e FinecoBank stanno rafforzando le proprie reti e investendo in modo aggressivo su banker senior. In un mercato così competitivo, anche spostamenti limitati possono tradursi in trasferimenti significativi di patrimoni.
Il punto, dunque, non è parlare di “crisi”, parola che richiede dati ufficiali e certificati. Il punto è riconoscere che, in un settore dove le masse sono mobili e fortemente legate alle persone, una sequenza di uscite può determinare una riduzione del capitale gestito o quantomeno una pressione sulla raccolta netta. Questo è un rischio strutturale, non una valutazione polemica.
La vera partita si giocherà sulla capacità di Mediobanca di compensare eventuali deflussi con nuova raccolta, nuove assunzioni qualificate e una proposta di valore credibile per imprenditori e grandi patrimoni. Se il riassetto sarà accompagnato da stabilità e visione, la fase attuale potrà essere interpretata come transizione. Se invece i flussi dovessero mostrare un indebolimento persistente, il mercato ne trarrà le proprie conclusioni.
Nel private banking, alla fine, parlano i numeri: masse, raccolta netta, fidelizzazione della clientela. Ed è su questi indicatori che andrà misurata la reale tenuta del modello nei prossimi trimestri.





