
Piancastagnaio. Stasera si chiude con Morricone
31 Agosto 2025
Lo sguardo verso sud: quando Siena guardò il contado sicuro
31 Agosto 2025Nella biografia di Carmela Cortini Pedrotti (1931–2007), botanica e briologa di fama internazionale, si intreccia un filo sottile che riconduce a Piancastagnaio. Giuseppe Cortini, nato nel borgo amiatino, apparteneva a quella generazione di insegnanti che portarono la tradizione classica dai piccoli centri ai licei delle grandi città. Professore di latino e greco al Dante Alighieri di Firenze, incarnava quel ruolo discreto ma decisivo che tanti educatori di provincia ebbero nel formare la cultura italiana del Novecento.
Attorno a lui si era consolidata una comunità di maestri, medici e funzionari comunali che mantenevano vivo un patrimonio di conoscenze permettendo ai giovani più dotati di intraprendere studi superiori. In questo ambiente di discreta ambizione prese forma quella tradizione che sarebbe confluita nella carriera di Carmela.
Nata a Caltanissetta nel 1931, Carmela ricevette dal padre un’eredità metodologica: precisione, pazienza e dedizione allo studio. Tratti che dalla filologia si trasferirono nella ricerca sulle briofite.
Conseguì tre lauree a Firenze: Scienze Naturali (1954), Scienze Biologiche (1955) e Scienze Forestali (1966), diventando la prima donna in Italia “dottore forestale”. La sua frequenza agli stage universitari creava problemi organizzativi perché non era mai stata prevista la presenza di donne nelle foresterie.
La vicenda dei Cortini mostra come l’eccellenza nasca dall’intreccio tra radici locali e apertura al mondo. Giuseppe, intellettuale appartato, seppe trasmettere un patrimonio che nella figlia si trasformò in contributo scientifico riconosciuto internazionalmente. Così Piancastagnaio ha trovato spazio in quella storia, dalle aule di un liceo fiorentino ai laboratori universitari internazionali.
È in queste traiettorie che si coglie il valore dei “quasi sconosciuti”: figure nell’ombra senza le quali non ci sarebbe stata la possibilità per altri di spiccare il volo. La storia dei Cortini ricorda che la forza di un territorio sta nella somma di intelligenze quotidiane, capaci di trasformarsi in futuro quando incontrano chi, come Carmela, seppe lasciare un segno nella scienza e aprire nuove strade.