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L’assessore allo Sviluppo Economico Pierluigi Piccini mette in fila le priorità «Ecco le nostre strategie per costruire un territorio in salute», la geotermia come motore del futuro.
di Michela Berti
La città sta vivendo una fase di trasformazione profonda. Nel cuore dell’Amiata, un territorio storicamente legato alla geotermia, il Comune sta disegnando un modello di sviluppo che guarda al futuro puntando su ciò che rende questo luogo unico: un’economia ancora solida, competenze industriali rare per un’area interna, un patrimonio energetico rinnovabile stabile e un centro storico che conserva un forte valore identitario. Negli ultimi anni Piancastagnaio ha iniziato a muoversi in controtendenza rispetto ai cliché che confinano i territori di montagna nelle aree più isolate dello Stivale e sta costruendo una strategia che intreccia innovazione tecnologica, rigenerazione urbana, relazioni con il mondo delle imprese e progetti culturali. Al centro di questa visione c’è la geotermia considerata come leva per generare nuove competenze, attrarre investimenti, favorire la nascita di filiere produttive e rendere il territorio un laboratorio avanzato di transizione ecologica. Una parte di questa traiettoria passa dall’ex stabilimento Furzi, destinato a diventare un crocevia di formazione, ricerca, musei e laboratori collegati alle industrie del territorio e alle università. Ne parla l’assessore allo Sviluppo Economico Pierluigi Piccini, che spiega come Piancastagnaio stia provando a costruire un “territorio in salute”, capace di coniugare qualità della vita, sostenibilità e nuove opportunità per i giovani. Assessore Piccini, qual è la visione che guida oggi Piancastagnaio? «Stiamo costruendo un “territorio in salute”, dove qualità della vita, sostenibilità ambientale, solidità economica e partecipazione si tengono insieme. Piancastagnaio dispone di risorse che molti territori interni hanno perduto: un sistema produttivo solido, energia rinnovabile stabile come la geotermia, un centro storico identitario e una comunità ancora coesa. Vogliamo usare queste risorse per generare nuove opportunità e invertire le dinamiche di spopolamento». Come si fa a trattenere e riportare i giovani? «Offrendo lavoro qualificato e percorsi di crescita. La geotermia, la presenza di imprese avanzate, i centri di ricerca e i nuovi progetti formativi possono diventare un motivo concreto per far tornare molti laureati. Serve una governance moderna, capace di leggere i dati e noi ci stiamo lavorando anche con una raccolta digitale, prevenire le crisi e coinvolgere la comunità nelle scelte». Che ruolo hanno le imprese locali in questo progetto? «Un ruolo centrale. Le aziende della moda e le realtà della Val di Paglia non sono solo poli produttivi: investono in sicurezza, formazione e qualità del lavoro. Leggiamo con estrema attenzione i loro bilanci sociali perché rappresentano un pezzo importante di responsabilità condivisa. Ricordiamoci che la salute economica del territorio nasce dalla qualità delle relazioni tra imprese, scuola e istituzioni e comunità». L’edificio Ex Furzi è il fulcro della vostra strategia: cosa rappresenta? «È il punto d’incontro tra formazione, cultura e ricerca e innovazione. In ballo ci sono molti progetti e diversi milioni di euro pronti per essere investiti grazie alla geotermia. Stiamo parlando di nuovi sviluppi con MI.TA, i laboratori sui materiali, progettando il museo della pelletteria e gli spazi dedicati alla geotermia e al progetto di cattura della CO₂avviato da Nippon Gases e che posiziona Piancastagnaio come laboratorio avanzato nella decarbonizzazione. Queste tecnologie non sono solo strumenti energetici, ma componenti essenziali della salute ambientale del territorio. Le collaborazioni con l’Università di Siena e della Tuscia creeranno nuove competenze e nuovi lavori, soprattutto nei settori emergenti legati all’energia e alla sostenibilità». Quali opportunità può offrire la geotermia al settore agricolo e alle filiere agroalimentari del territorio? «Apre a una prospettiva strategica anche per l’agricoltura: serre a bassa emissione, colture protette, filiere di trasformazione alimentare e produzioni ad alto valore aggiunto possono nascere proprio grazie alle risorse energetiche del territorio. La nostra agricoltura, diventa così una leva per diversificare l’economia locale, creare nuova occupazione e rafforzare la sovranità alimentare. Parallelamente puntate sulla rigenerazione del centro storico». Perché è così importante? «Perché un territorio vive se vive il suo centro. Con il recupero del Palazzo Bourbon del Monte e nuovi servizi culturali vogliamo riportare residenzialità, attività e comunità. Un centro storico attivo è essenziale per attrarre famiglie, giovani professionisti e nuove imprese leggere». La geotermia è il filo rosso del vostro modello di sviluppo. Quali opportunità apre? «Offre energia pulita, stabile e competitiva. Sul nostro territorio ad esempio è stata avviata una Comunità Energetica Rinnovabile che permetterà di condividere questi benefici con cittadini e imprese. Il calore geotermico può innovare l’agricoltura, dalle serre sostenibili alle filiere alimentari ad alto valore». In conclusione, assessore Piccini, dove sta andando Piancastagnaio? «Verso un territorio che unisce geotermia, innovazione, cultura e coesione sociale. Un territorio capace di attrarre giovani, creare benessere diffuso e costruire un futuro sostenibile e condiviso». Lotta allo spopolamento «Opportunità per i giovani e qualità della vita» L’assessore allo Sviluppo Economico Pierluigi Piccini mette in fila le priorità «Ecco le nostre strategie per costruire un territorio in salute» Pierluigi Piccini assessore all’Economia SPECIALE Amiata Senese V Vogliamo usare queste risorse per generare opportunità e fermare lo spopolamento» V Puntiamo prima di tutto sulla rigenerazione del centro storico, si riparte da qui»




