
Biotecnopolo: tra atto amministrativo e progetto reale
2 Gennaio 2026Capodanno da tutto esaurito, ma il resto delle feste fatica: il turismo a Siena tra grandi eventi e identità da costruire
Hotel pieni nella notte di San Silvestro, ma un andamento incerto nel resto del periodo natalizio. È il quadro che emerge dal bilancio tracciato da Rossella Lezzi, presidente di Federalberghi Confcommercio Siena e provincia, che restituisce l’immagine di una domanda turistica concentrata in pochi momenti e ancora fragile nel suo insieme.
«Subito dopo Natale abbiamo registrato un calo delle prenotazioni – spiega – poi la situazione è migliorata in vista del 31 dicembre: quella sera gli hotel erano completi al 100%. Molti ospiti, però, si sono fermati solo una notte. Per l’Epifania restano ancora molte camere vuote, anche perché le famiglie italiane, nostro principale bacino, rientrano nelle grandi città».
La composizione dei flussi conferma il quadro: soprattutto italiani, molte famiglie e numerosi fan arrivati appositamente per il concerto di Capodanno. Gli stranieri restano una presenza minoritaria, limitata a brasiliani, statunitensi e qualche francese.
Determinante, ancora una volta, è stato il grande evento in Piazza del Campo. «È stato fatto il possibile in base al budget disponibile – osserva Lezzi – e il concerto di Irama ha avuto un ruolo decisivo: senza il concertone non avremmo raggiunto il tutto esaurito». Un riconoscimento esplicito che conferma come il pieno del 31 dicembre sia legato a un appuntamento straordinario, più che a una domanda strutturale.
Positivo, secondo Federalberghi, anche il riscontro delle attività dedicate alle famiglie, come i laboratori per bambini. Da qui la proposta di allargare in futuro il coinvolgimento delle contrade e delle realtà cittadine, costruendo un calendario integrato di iniziative, affiancato da spettacoli per l’infanzia e attività educative. Un lavoro che richiederebbe, sottolinea Lezzi, mesi di preparazione e una forte capacità di coordinamento.
Resta però aperta la questione di fondo: la strategia. «Dipende dagli obiettivi – osserva – Siena è una piccola città d’arte che merita il meglio. Il concerto ha dimostrato che la risposta c’è, la piazza era piena. Ma i flussi turistici dipendono anche dal meteo e dalla concorrenza di altre destinazioni». In questi giorni, infatti, montagne e mete estere hanno catalizzato gran parte delle presenze.
Il richiamo all’autenticità torna come filo conduttore: tradizioni, lentezza, enogastronomia, qualità dell’accoglienza. Valori riconosciuti e apprezzati, che però – alla prova dei numeri – sembrano non bastare a garantire continuità senza l’appoggio di eventi ad alto impatto. Anche per questo Federalberghi si è attivata per promuovere attività nei comuni vicini, nel tentativo di allungare la permanenza degli ospiti.
Ed è qui che emerge la domanda più scomoda, ma inevitabile: quanto dovrebbe spendere il Comune per “comprare” il tutto esaurito di un solo giorno? E quante volte all’anno sarebbe sostenibile replicare questo modello? Se senza un grande concerto la città fatica a riempirsi, significa che la programmazione ordinaria – quella che dovrebbe rendere Siena attrattiva tutto l’anno – continua a non funzionare.
O forse il problema è più radicale: l’identità turistica di Siena resta da costruire. Non basta invocare tradizioni e lentezza se poi si dipende dai concerti per riempire una notte. La contraddizione è evidente: da un lato si celebra l’autenticità, dall’altro si insegue il modello dell’evento-spettacolo che porta flussi estemporanei e fugaci. Quale Siena si vuole davvero offrire? E soprattutto: a chi?
Finché non si risponde a queste domande, il turismo senese resterà sospeso tra la retorica della qualità e la rincorsa affannosa del numero, senza riuscire davvero né nell’una né nell’altra.





