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«Il Pnrr non è un esercizio contabile, ma un piano per far crescere il Paese: spero qualcuno se lo ricordi…». C’è una buona dose di amarezza nelle parole di Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano e presidente toscano di Autonomie locali (Ali). Si era capito subito che, per una lunga serie di motivi, i piccoli Comuni avrebbero avuto difficoltà. Quelli toscani non hanno fatto eccezione. Marrucci non fa una denuncia, né si lamenta, fa una richiesta che deriva dalla sua esperienza.
Cosa è successo a San Gimignano?
«Con i fondi Pnrr abbiamo pensato di realizzare la nostra scuola primaria con auditorium: gara e progettazione le abbiamo svolte nei tempi, ma abbiamo dovuto risolvere il contratto con il consorzio di ditte che la doveva costruire».
Come mai?
«Spesso le aziende hanno accumulato in questa fase più lavori di quelli che riuscivano a gestire: lo stato di avanzamento non veniva garantito. Altri sindaci di piccoli Comuni sono rimasti invischiati nelle pastoie di Invitalia, sia nella progettazione che nella rendicontazione. Ci sono sindaci con scuole demolite e non ricostruite».
Che difficoltà hanno i piccoli Comuni?
«Scarsità di personale e manodopera, aumento di prezzi delle materie prime e in molti casi incapacità delle imprese di adempiere agli impegni. Solo nella mia provincia, Siena, abbiamo lo stesso problema con quattro Comuni. Nell’interesse del Paese, non di noi sindaci, chiediamo o una proroga del Pnrr o che si trovino misure complementari a cui deve provvedere il Governo con fondi strutturali per finire questi lavori».
Fondi compensativi ce ne sono. Pare che possa slittare la data di consegna anche senza una vera proroga…
«Se ci sono forse non valgono per tutti… Chiediamo chiarezza su questo tema, senza nessuna polemica, è giusto che tutti abbiano le stesse possibilità».





