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29 Gennaio 2026Mps, il compromesso sulla lista del cda: Lovaglio resta, ma il baricentro si sposta
Alla fine, dopo l’aggiornamento della scorsa settimana, il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha trovato il compromesso sulle procedure di individuazione della lista per il nuovo cda. Il regolamento approvato – definito «coerente con la migliore prassi di mercato che si registra tra gli intermediari italiani di dimensioni rilevanti» – assicura una più puntuale formalizzazione delle regole di governance, garantendo trasparenza nelle situazioni potenzialmente sensibili e consentendo a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni del consiglio.
Tradotto: l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che in una prima fase si era ipotizzato potesse essere escluso dal percorso di formazione della lista a causa dell’inchiesta aperta a Milano sulla scalata a Mediobanca, resterà formalmente coinvolto nel processo decisionale. Ma il compromesso raggiunto racconta anche altro. Il punto di equilibrio individuato dal consiglio prevede infatti che sia il presidente Nicola Maione a condurre le consultazioni con i grandi soci, raccoglierne le indicazioni e garantirne il coinvolgimento e la rappresentatività.
È una distinzione tutt’altro che marginale. Se da un lato Lovaglio non viene messo ai margini e mantiene un ruolo pieno nelle deliberazioni del cda, dall’altro il cuore politico del processo – il confronto con gli azionisti di riferimento, dove si costruiscono realmente gli equilibri del futuro consiglio – viene sottratto alla sua regia. Un ridimensionamento sostanziale, più che formale, che segnala la volontà di riequilibrare i poteri interni in una fase particolarmente delicata per la banca.
Sette giorni fa, quando la quadra non era stata trovata, il consiglio aveva chiesto «ulteriori approfondimenti» sulla proposta del comitato nomine, che puntava inizialmente a escludere Lovaglio dall’intero percorso. La nuova formulazione, adottata ora all’unanimità, supera quello scontro ma al tempo stesso ridisegna il perimetro delle responsabilità.
Il prossimo passaggio chiave è fissato per il 4 febbraio, quando l’assemblea straordinaria di Mps dovrà approvare le modifiche statutarie che introducono la lista del cda, in attesa del via libera della Bce. Il 10 febbraio saranno annunciati i conti e la cedola 2025, preceduti il 9 da quelli di Mediobanca. La banca avrà poi poco più di un mese per mettere a punto la lista e predisporre il piano industriale, senza proroghe rispetto al termine di sei mesi dall’acquisizione del controllo di Mediobanca, avvenuta a metà settembre.
Ed è qui che si apre un’altra partita, ancora più sensibile: le diverse visioni sul futuro di Mediobanca e, di riflesso, sul destino di Generali. Una partita che non riguarda solo le strategie industriali, ma anche gli assetti di potere. E che, non a caso, si intreccia direttamente con la nuova governance di Rocca Salimbeni.





