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Il Partito Democratico e quello Repubblicano condividono in questo momento una patologia comune: i loro leader al Senato e alla Camera sono intrappolati tra la base che non li segue e gli avversari che li incalzano.
Chuck Schumer, leader della minoranza al Senato, tocca il minimo storico nei sondaggi nel suo stesso Stato. Secondo le rilevazioni dell’Università Siena di New York, il suo indice di gradimento in marzo si è fermato al 38%, lontanissimo dal 53% che registrava nello stesso periodo del primo mandato Trump. Il picco degli ultimi sei mesi era stato appena il 42% a settembre, mentre a novembre era sprofondato al 32%, sull’onda delle polemiche per la resa democratica durante lo shutdown di governo. Schumer si era opposto all’accordo, ma il danno d’immagine era ricaduto su di lui ugualmente.
Nel frattempo Alexandria Ocasio-Cortez percorre lo Stato in lungo e in largo, ben oltre il suo distretto nel Bronx e nel Queens, e insieme a Bernie Sanders anima un tour nazionale contro l’oligarchia. Il seggio di Schumer, in palio nel 2028, è nel mirino.
Sul fronte repubblicano, lo Speaker della Camera Mike Johnson non se la passa meglio. In una teleconferenza di oltre due ore con il suo gruppo parlamentare, Johnson ha illustrato il piano per far approvare al Senato in tempi rapidi un pacchetto di finanziamenti per ICE e Customs and Border Protection, condizionando a quel risultato qualsiasi voto sulla più ampia legge di finanziamento del Dipartimento per la Sicurezza Interna. La mossa nasce dalla sfiducia ormai aperta nei confronti del Senato dopo le divisioni della settimana scorsa, e dalla consapevolezza che Johnson non ha i numeri per far passare il provvedimento nella sua forma attuale. Alcuni deputati vogliono addirittura eliminare dal testo del Senato le clausole che azzerano i fondi per ICE e CBP, per evitare un voto percepito come un attacco alle forze dell’ordine. Johnson ha mostrato apertura, ma qualunque modifica richiederebbe un nuovo passaggio al Senato.
Due leader, due partiti, un identico dilemma: governare senza consenso.





