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Si conclude con il Teatro dei Rozzi ancora una volta esaurito la stagione 2025/2026 di Cercasogni, la rassegna dedicata alle nuove generazioni promossa dal Comune di Siena e realizzata da Straligut Teatro insieme ai Teatri di Siena. Sedici compagnie ospitate, diciannove titoli, tremila repliche, oltre seimilasettecento spettatori. I numeri contano, ma non sono il punto.
Il punto è che Straligut sa fare il suo mestiere. E nel teatro per l’infanzia — settore che l’industria culturale tratta spesso come mercato di serie B, riempitivo di domeniche pomeriggio — non è una cosa da poco. Fare teatro per bambini con rigore artistico significa resistere a due tentazioni opposte: la condiscendenza pedagogica, che usa la scena come veicolo di messaggi, e la spettacolarizzazione vuota, che insegue l’effetto visivo senza radici drammaturgiche. Straligut conosce queste tentazioni e le evita.
C’è poi una scelta strutturale che merita attenzione: il progetto Cercasogni scuola, che porta la rassegna dentro gli istituti del territorio. Non è un’appendice didattica, è una strategia di radicamento. Il pubblico non si trova, si costruisce. E si costruisce presto, quando lo sguardo è ancora aperto e la meraviglia non ha ancora imparato ad essere ironica.
Il Comune di Siena ha avuto il merito — e non è merito banale — di scegliere bene. Di affidarsi a chi aveva una visione invece di accontentarsi di chi aveva solo disponibilità. I risultati non vengono dal logo istituzionale, vengono dal lavoro di chi riempie il palco e le poltrone di senso.
Crescita del trenta per cento per Cercasogni, più ventotto negli abbonamenti. Numeri che raccontano qualcosa di più semplice e più importante di qualsiasi analisi: le famiglie tornano. E quando le famiglie tornano a teatro con i figli, vuol dire che qualcosa lì dentro era vero.




