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3 Ottobre 2026Ucraina, Zelensky accusa: «Putin ha ordinato di abbandonare le regole di guerra». Nel mirino centrali nucleari, ponti e acqua per piegare Kiev entro l’inverno
La guerra in Ucraina entra in una fase più cupa. Secondo Volodymyr Zelensky, all’inizio di settembre Vladimir Putin avrebbe impartito ai suoi comandi un ordine esplicito: da ora non ci sono più regole. Il presidente ucraino lo ha raccontato al Financial Times da un rifugio antiaereo ricavato in una scuola di Kiev appena colpita da un drone, citando informazioni d’intelligence che comprendono comunicazioni intercettate di funzionari del Cremlino. Da settembre i raid su obiettivi civili si sono moltiplicati: scuole, ospedali, data center, la rete internet e, in queste ore, i ponti sul Dnipro, con il Ponte Sud della capitale colpito più volte e il traffico paralizzato.
Dietro l’escalation ci sarebbe un piano preciso. Un documento in russo attribuito a Mosca, consegnato dal ministro dell’Energia ucraino ai partner europei, prevede attacchi sistematici alla rete energetica, fino a separare dalla rete le tre centrali nucleari ancora in funzione colpendo le infrastrutture elettriche che le circondano, e colpi contro la rete idrica. L’obiettivo sarebbe isolare le grandi città con l’arrivo del freddo, rendere la vita quotidiana insostenibile, spingere la popolazione alla fuga e costringere Kiev a cedere entro l’inizio del 2027. Una nuova ondata di profughi verso l’Unione europea diventerebbe così parte della strategia, un’arma rivolta non solo all’Ucraina ma all’Europa intera.
La svolta arriva da una posizione di debolezza sul terreno. Secondo l’Institute for the Study of War, tra marzo e settembre le forze russe hanno perso il controllo di quasi 300 chilometri quadrati: non riuscendo più ad avanzare con le operazioni convenzionali, il Cremlino sceglierebbe il terrore contro i civili. Zelensky prevede un’ulteriore intensificazione in vista del voto americano di metà mandato del 3 novembre.
Le parole del presidente ucraino contengono anche un’accusa agli alleati: Stati Uniti ed Europa avrebbero gli strumenti economici e diplomatici per costringere Putin a fermarsi, ma manca la volontà politica. Un rimprovero che si salda all’allarme dell’Alta rappresentante europea Kaja Kallas, secondo cui l’Unione deve prepararsi a possibili attacchi da Mosca, che punta a spaventare gli europei anche manipolandone l’opinione pubblica.
La minaccia alle centrali nucleari è il punto più inquietante. Isolare impianti di quella natura nel pieno dell’inverno significa giocare con un rischio che va ben oltre i confini ucraini. Ed è questa la logica del messaggio: spostare la paura dal fronte alle retrovie, e dalle retrovie alle capitali europee, nella speranza che sia la stanchezza dell’Occidente a decidere la guerra.




