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3 Ottobre 2026Caro gasolio, il G7 libera 100 milioni di barili dalle riserve sotto la pressione di Trump: l’Europa paga il prezzo della guerra con l’Iran
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran arriva alle pompe di benzina e nelle bollette degli europei, e costringe il G7 a un intervento d’emergenza. Su convocazione di Emmanuel Macron, presidente di turno, i leader hanno concordato il rilascio coordinato, sotto la regia dell’Agenzia internazionale dell’energia, di fino a 100 milioni di barili di gasolio, greggio e altri prodotti dalle riserve strategiche, nell’arco di quattro mesi e con una quota consistente di diesel già nei primi venti giorni. I Paesi si impegnano anche a sfruttare al massimo le raffinerie, a coordinarne le manutenzioni per non ridurre la produzione tutti insieme e a non introdurre restrizioni agli scambi di energia tra loro.
Quest’ultimo punto racconta la vera storia dell’accordo. Nelle ore precedenti Trump aveva chiesto apertamente agli europei di attingere alle loro scorte, prospettando in caso contrario limiti o persino uno stop alle esportazioni americane di gasolio verso il continente. L’Europa ha ceduto e il presidente americano ha rivendicato il risultato annunciando che il processo sarebbe partito subito. Macron ha parlato di un segnale di unità, Meloni ha sostenuto l’intervento rilanciando un dialogo strutturato tra G7 e Paesi del Golfo. Ma l’impressione è quella di un’alleanza in cui il più forte detta le condizioni.
L’urgenza ha ragioni evidenti. Il conflitto con Teheran, iniziato a fine febbraio, ha sconvolto il traffico nello Stretto di Hormuz, da cui passa normalmente circa un quinto del petrolio e del gas scambiati nel mondo. Nel Regno Unito il diesel ha toccato record storici, mentre in Italia le bollette del gas di settembre sono state le più alte di sempre, superiori anche a quelle del 2022, con un aumento di circa il 30 per cento in tre mesi secondo l’aggiornamento Arera per i clienti vulnerabili.
E la tensione non cala. Washington invia nell’area una terza portaerei e migliaia di soldati, mentre il tentato dirottamento del volo Flydubai da Dubai a Tel Aviv, in cui un copilota omanita ha aggredito il comandante prima di essere immobilizzato dai passeggeri, rischia di diventare un nuovo detonatore. Trump ha avvertito che, se emergesse una responsabilità iraniana, la risposta sarebbe durissima; fonti israeliane hanno però finora escluso un collegamento diretto con Teheran, e secondo il Wall Street Journal il copilota era già noto in Oman, dove non poteva volare.
Il caro energia sarà in cima all’agenda del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Le riserve comprano tempo, non risolvono il problema: un’Europa che ha sostituito il gas russo con quello del Golfo scopre di dipendere ancora da rotte che non controlla, e da un alleato che usa l’energia come leva negoziale.





