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6 Ottobre 2026di Giuseppe Serafini PIANCASTAGNAIO
Uno dei periodi più bui della comunità di Piancastagnaio attraversato dalle due disastrose guerre mondiali rivive attraverso una grande mostra che sarà inaugurata nelle ex carceri della Rocca Aldobrandesca. Particolarmente interessante sarà la raccolta di lettere, documenti, testimonianze per ricostruire le storie dei cittadini morti durante la seconda guerra mondiale. Una mostra che sarà iniagurata giovedì 15 ottobre alla Rocca Aldobrandesca e che viene allestita sulla base di una ricerca realizzata da giornalista e ricercatore di storia locale Giuseppe Sani (pubblicata dalle edizioni Effigi), che si è avvalso di una curata consultazione dell’archivio comunale, di numerosi documenti e fonti testimoniali. «Questa mostra – ha commentato l’assessore alla cultura del comune di Piancastagnaio, Pierluigi Piccini – è l’ulteriore fase di un percorso che ha già visto nell’aprile scorso la collocazione nel monumento ai caduti della prima guerra mondiale di due lastre di marmo con incisi i nomi dei 52 cittadini deceduti durante i conflitti. «I nomi – si sottolinea – sono stati così restituiti alla memoria collettiva e affidati alla pietra, creando un unico luogo della memoria capace di raccogliere il sacrificio della comunità nei conflitti del Novecento». Questo secondo momento invece attraverso documenti riprodotti, scannerizzati, e ingranditi che sono diventati parte integrante dell’esposizione che è stata pensata come un cammino da leggere e approfondire». Sani ha commentato: «Il capillare del lavoro di ricerca è arrivato al secondo step con la pubblicazione del libro, i nomi e le macerie e la mostra allestita alla Rocca Aldobrandesca. Si è levato il velo su storie dolorose e delle ferite che dopo ottanta anni una comunità deve rimarginare. Il prossimo passo – dice ancora Sani – sarà la pacificazione tra chi ha combattuto su due fronti opposti. tenendo conto che ci vuole rispetto di fronte alla morte ma le vittime non possono essere uguali difronte alla storia». Obiettivo dell’amministrazione, si annuncia nella nota stampa, è «restituire un nome, una storia e un’identità alle persone che hanno perso la vita durante gli anni della guerra. «Attraverso pannelli realizzati utilizzando, nella quasi totalità dei casi, documenti provenienti dall’Archivio comunale, sarà possibile conoscere più da vicino le persone che si trovano dietro quei nomi», conclude Piccini.





