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LA SOVRANITÀ VIOLATA E IL PARADOSSO DELLA LIBERAZIONE
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Mariella Baccheschi
PIANCASTAGNAIO
La piccola comunità di Tre Case e la frazione di Saragiolo, nel comune di Piancastagnaio, hanno messo in scena lunedì 5 gennaio la festa della Befana, una ritualità dalle origini antiche (sembra risalga al Trecento) che ogni anno viene rinnovata nel segno della continuità con la tradizione. Il gruppo di Tre Case si è ritrovato, come è consuetudine, nel primo pomeriggio presso l’ex-bar della frazione, la sede storica, che conserva gelosamente gli antichi costumi e consente ai vari attori di entrare nei personaggi canonici, che sono il Befano, la Befana, la giovane figlia da maritare, il Musichiere e i due frati da cerca, incaricati di distribuire calze e dolciumi ai bambini e ritirare le offerte. E tutti accompagnati dal gruppo musicale (due fisarmoniche, due tamburelli e le voci), che intona la nenia tradizionale. Anche quest’anno la questua itinerante si è snodata per circa otto ore lungo le strade di campagna, con tanto di visite obbligatorie a Casa Pacelli, la residenza per anziani e al Cantiere delle Parole, presso la sede di Pollyanna. Molte purtroppo le case vuote di chi non abita più in zona, mentre è cresciuto sorprendentemente il numero dei bambini rimasti in piedi fino tardi a fare festa.




