
Le valli storiche non sono infrastruttura
28 Febbraio 2026Caso Rossi, le dichiarazioni di Matone e Vinci riaprono il confronto pubblico
Il caso della morte di David Rossi torna al centro dell’attenzione dopo le recenti dichiarazioni rilasciate dall’ex magistrato ed ex vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Simonetta Matone e dal presidente della stessa Commissione, Claudio Vinci.
Matone, intervenendo sul tema, ha espresso la propria convinzione personale secondo cui la morte di David Rossi non sarebbe riconducibile a un suicidio. Nelle sue parole ha richiamato alcuni elementi che, a suo giudizio, meriterebbero ulteriori approfondimenti, maturati nell’ambito dell’attività parlamentare svolta negli anni scorsi.
Anche Vinci ha manifestato dubbi sulla ricostruzione del suicidio, ipotizzando uno scenario alternativo che, a suo dire, dovrebbe essere oggetto di ulteriore attenzione. Le sue dichiarazioni si collocano nel solco delle valutazioni emerse durante i lavori della Commissione.
È necessario ricordare che, sul piano giudiziario, le indagini condotte dalla magistratura si sono concluse con provvedimenti di archiviazione che hanno qualificato la morte come suicidio. Allo stato degli atti, questa rimane la ricostruzione formalmente vigente sotto il profilo processuale.
Le parole pronunciate in queste ore non modificano il quadro giuridico, ma contribuiscono a riaccendere un confronto pubblico che nel tempo ha conosciuto momenti di intensa attenzione mediatica e istituzionale. La distanza tra le convinzioni espresse in sede parlamentare e le determinazioni della magistratura rappresenta ancora oggi uno degli elementi centrali del dibattito.
In assenza di nuove decisioni giudiziarie, ogni diversa ricostruzione deve essere intesa come opinione o ipotesi interpretativa maturata in ambito politico o parlamentare, e non come accertamento definitivo di responsabilità.





