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28 Gennaio 2026Commissione Rossi, audizione riservata: “emerse incongruenze”. Verso una nuova convocazione
L’audizione di un testimone rimasto anonimo davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi è stata valutata dai commissari come “utile” e segnata da alcune “incongruenze”, secondo quanto riferito ufficialmente dalla presidenza della Commissione. L’identità della persona ascoltata non è stata resa nota e non lo sarà, trattandosi di un’audizione svolta in larga parte in forma riservata.
Come spiegato dal presidente Gianluca Vinci, il testimone ha ricostruito fatti relativi alla sera del 6 marzo 2013 e agli eventi successivi, comprese le due inchieste allora aperte dalla Procura di Siena. L’audizione, durata oltre due ore, si è svolta con valore testimoniale e si è conclusa con l’acquisizione di documentazione che la Commissione ha ritenuto rilevante ai fini della propria attività istruttoria.
Vinci ha parlato di “discrasie” rispetto ad altre testimonianze e a precedenti ricostruzioni, precisando che si tratta di valutazioni interne alla Commissione. Ha inoltre sottolineato che la persona ascoltata non era mai stata sentita in precedenza e che ha fornito elementi ritenuti puntuali. Proprio alla luce di questi riscontri, l’Ufficio di presidenza ha deciso all’unanimità di riconvocare l’avvocato Luca Goracci, già audito nell’ottobre scorso, per chiedere chiarimenti su versioni che, secondo la Commissione, non risultano pienamente coincidenti.
La nuova audizione, prevista per la prossima settimana, avrà natura testimoniale e sarà in larga parte secretata. È stato tuttavia precisato che vi sarà un passaggio pubblico e che, una volta completato questo segmento di lavoro, gli atti verranno trasmessi alla Procura di Roma, competente per territorio.
Il presidente della Commissione ha inoltre chiarito che, dopo una prima fase concentrata sugli eventi avvenuti all’esterno dell’ufficio di Rossi, l’attenzione si sta ora spostando su quanto accaduto all’interno. In questo quadro rientra anche l’attesa per una prima parte delle consulenze medico-legali sulle lesioni riscontrate sul corpo del manager, in particolare quelle ai polsi, che – secondo quanto riferito – potrebbero essere disponibili entro due settimane.
Parallelamente prosegue l’attività su altri fronti. La Commissione ha affidato a un consulente della Guardia di Finanza l’approfondimento sulle minacce ricevute dal capo della segreteria, Catia Silva, con l’acquisizione di elementi tecnici quali celle telefoniche e immagini video. È stato inoltre annunciato che il 5 marzo verrà approvata la relazione di metà mandato, che sarà successivamente illustrata pubblicamente a Siena, presso l’Archivio di Stato.
Rispondendo a interpretazioni circolate nelle ultime settimane, il presidente Vinci ha infine escluso collegamenti tra l’intensificazione dei lavori della Commissione e scadenze politiche o referendarie, ribadendo che l’attività si è sempre concentrata sull’accertamento dei fatti relativi alla sera della morte di Rossi e che tale impostazione non cambierà.





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