
Intervention américaine dans la guerre Israël-Hezbollah : un scénario réaliste ?
14 Marzo 2026
La guerra che non vedi: curdi, migranti e precari
14 Marzo 2026C’è un momento in cui il grottesco smette di far ridere e comincia a fare paura. Siamo in quel momento.
Donald Trump ha dichiarato guerra all’Iran — una guerra vera, con navi, raid, morti — usando il vocabolario di un bullo da bar. “Li sto uccidendo ed è un grande onore per me farlo.” “La prossima settimana colpiremo duro.” “Le navi tirino fuori le palle e attraversino lo stretto di Hormuz.” Nel mezzo di tutto questo, il suo ministro della Difesa Pete Hegseth paragona i capi nemici a un branco di topi, mentre Trump stesso oscilla in poche ore tra “il regime sta per cadere” e “forse non subito”, tra “stanno per arrendersi” e “non c’è nessuno che possa annunciare la resa”. L’improvvisazione non è un difetto della comunicazione: è la sostanza stessa della strategia.
Gli Usa hanno colpito l’isola di Kharg per sbloccare lo stretto di Hormuz. Un soldato francese e sei americani sono morti. I droni iraniani hanno raggiunto cinque monarchie del Golfo — Arabia Saudita, Emirati, Bahrein, Kuwait, Qatar — centinaia di attacchi, forse migliaia. Eppure nessuno di questi Paesi ha scelto di entrare nel conflitto. È l’unica notizia decente di questi giorni bui.
L’Europa è in frizione con Washington dopo la decisione americana di revocare le sanzioni sul greggio russo: Bruxelles avverte che allentare la pressione su Mosca mina la sicurezza comune. Meloni parla di “allentare la tensione”, il Quirinale assicura che l’Italia resta fuori dal conflitto. Ma sul fondo rimane una domanda scomoda: nel 2018, con Gentiloni prima e Conte poi, l’Italia concesse le proprie basi militari a Trump per bombardare la Siria. Oggi Conte sconfessa quella guerra. Si chiama giravolte.
Sul fronte interno, a Parma il pm ha chiesto 26 anni per Chiara Petrolini, la 24enne accusata di aver ucciso i due figli neonati, sepolti in giardino. “Non ho mai voluto fare del male ai miei bambini”, ha detto in aula. A Palermo è morto Bruno Contrada, 94 anni, agente dei servizi segreti che fu una delle figure più controverse e enigmatiche nella storia della lotta — e dei misteri — attorno alla mafia siciliana.
In mezzo al caos, una nota di luce arriva dai Giochi Paralimpici invernali: tre ori azzurri in un solo giorno, con Emanuel Perathoner, Jacopo Luchini e René De Silvestro. L’Italia sale a quattordici medaglie totali, battendo il record del 1994. Nel rumore assordante del mondo, qualcuno corre ancora verso un traguardo.





