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1 Ottobre 2026Il Palio non è un codice penale: perché la responsabilità oggettiva delle contrade va difesa dai tribunali
Il Regolamento del Palio non è una legge come le altre. Porta la firma del Comune, passa per il Consiglio, ha articoli e commi. Ma la sua sostanza viene da altrove: dai bandi settecenteschi, dalle consuetudini sedimentate in tre secoli, da un patto non scritto tra le contrade e la città. È una convenzione che si è data la forma della norma, non una norma che pretende di inventare una convenzione. Dimenticarlo significa non capire più che cosa sia la Festa.
Il cuore di quel patto è la responsabilità oggettiva. La Contrada risponde dei suoi: del fantino, della comparsa, dei contradaioli, per qualunque atto turbi la celebrazione. A un giurista educato al diritto moderno questo principio appare quasi scandaloso, perché chi paga non è necessariamente chi ha sbagliato. Eppure è esattamente ciò che tiene in piedi il sistema. Molte società, lontano dalla nostra tradizione, hanno regolato i conflitti in questo modo: il gruppo risponde per il singolo, la riparazione è collettiva, e proprio per questo il gruppo ha interesse e autorità per trattenere i suoi. L’appartenenza non è solo un’identità, è un dovere. La Contrada che paga per il contradaiolo è la stessa che lo educa, lo richiama, lo ferma. Senza la prima cosa, la seconda perde fondamento.
Il diritto ordinario ragiona all’opposto. La responsabilità è personale, la colpa va provata, la pena colpisce l’individuo. È una conquista preziosa della civiltà giuridica e nessuno vorrebbe rinunciarvi nella vita dello Stato. Ma trapiantata dentro una convenzione comunitaria produce un effetto paradossale. Se ogni sanzione deve dimostrare il coinvolgimento attivo degli organi della Contrada, la Contrada diventa una somma di individui, ciascuno responsabile solo di sé. E allora perché il capitano dovrebbe trattenere chi scavalca, se la colpa resterà comunque di quel singolo? Il vuoto lasciato dall’autogoverno lo riempie lo Stato, con le ordinanze, le multe, i verbali. Più diritto, meno ordine.
Le aule di tribunale hanno accelerato questa deriva. Ogni ricorso costruito sui principi della responsabilità personale può anche vincere la sua causa, ma consuma un pezzo di patto. Le contrade imparano a difendersi con gli avvocati anziché rispondere tra loro e davanti alla città. La giustizia paliesca, che dovrebbe essere il giudizio della comunità su se stessa, si trasforma in un procedimento amministrativo da impugnare. Che cosa resta di una Festa giudicata con categorie che non le appartengono?
Sarebbe però ingiusto addossare tutto alle contrade. Anche il Comune ha la sua parte. Quando la responsabilità oggettiva viene usata come strumento disciplinare, estesa a ogni scarto di mossa, applicata per automatismo, smette di essere l’espressione di un patto e diventa un potere unilaterale. E a un potere unilaterale si risponde con le armi del diritto. Forzature dell’amministrazione e soggettivazione della norma sono due facce della stessa crisi: la fiducia reciproca su cui la convenzione si regge.
Ricostruirla non è semplice, ma la direzione è chiara. Bisogna riaffermare la natura del Regolamento come patto, restituendo alle contrade la responsabilità che le rende autorevoli e chiedendo al Comune di esercitare la propria con misura. È un lavoro da fare a freddo, nei mesi in cui la Piazza è vuota, insieme a chi la Festa la vive. La domanda da porsi non è quanto debba pagare chi sbaglia. È se Siena voglia ancora governare il Palio da sé, o preferisca consegnarlo, un ricorso dopo l’altro, a chi non lo conosce.
Nota bibliografica
Fonti normative
Comune di Siena, Regolamento per il Palio, testo vigente, Capitolo 8 “Penalità e disposizioni finali”, art. 101 (responsabilità oggettiva delle Contrade, commi 1 e 2) e artt. 98-99 (non ricorribilità delle delibere di Giunta in materia di sanzioni).
La Voce del Palio, “La storia della Giustizia Paliesca negli Anni Sessanta e Settanta”, novembre 2024: introduzione dell’art. 101 nel 1988 e sua modifica nel 2019; sanzioni per fatti avvenuti a corsa conclusa.
Ministero della Cultura, decreti del 2024 di riconoscimento del Palio come “espressione di identità culturale collettiva” e di vincolo su 17 bandiere e 6 tamburi delle Contrade (comunicato del Comune di Siena).
Camera dei deputati, XVI legislatura, proposta di legge sulle storiche contrade di Siena: personalità giuridica “per antico possesso di stato” e autonomia dell’ordinamento del Palio.
Giurisprudenza e storia dei ricorsi
NOI – Frammenti di Siena, “Giustizia vo cercando”, rubrica Palio, 2020: il ricorso al TAR Toscana del 1974 contro la squalifica di Andrea Degortes detto Aceto e la successiva pronuncia del Consiglio di Stato; il ricorso della Contrada dell’Onda nel 1989, con la dichiarazione del difetto assoluto di giurisdizione amministrativa sulle sanzioni paliesche; l’accordo del 1984 tra le diciassette Contrade sul potere sanzionatorio del Comune.
La Voce del Palio, “Il Comune di Siena: siamo sorpresi dal comunicato del Magistrato delle Contrade”, febbraio 2018: il ricorso di una Contrada al procedimento amministrativo ordinario per l’accesso agli atti.
Il dibattito recente sull’art. 101
Comune di Siena, “Palio, formulati gli addebiti di contestazione delle Carriere 2024”, 18 ottobre 2024.
Gazzetta di Siena, “Sanzioni, questo non è il Palio di Siena”, ottobre 2024.
La Nazione Siena, “Contrade, le sanzioni: somma di deplorazioni”, 9 novembre 2024.
La Nazione Siena, “Riunione del Magistrato. Contrade interessate a rivedere il meccanismo della giustizia paliesca”, gennaio 2025.
Francesco De Mauro, “Regolamento Palio e sanzioni: le ambiguità”, Gazzetta di Siena, gennaio 2025.
Roberto Martini, “Sanzioni Palio: uso sistematico e non ponderato dell’articolo 101 del Regolamento”, Gazzetta di Siena, ottobre 2025.
Riferimenti di fondo
Alan Dundes, Alessandro Falassi, La terra in piazza. Un’interpretazione del Palio di Siena, Nuova Immagine, Siena (ed. originale University of California Press, 1975).
Santi Romano, L’ordinamento giuridico, 1918.
Arianna Alpini, Alessandra Priante, saggio sui beni culturali immateriali e il Palio di Siena, in XXVII Rapporto sul Turismo Italiano, CNR, sezione III.





