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18 Gennaio 2026Saggi «Europa 1937», da Donzelli
Per descrivere il rapporto tra espansione del mercato nelle dinamiche sociali e reazione «populista» e nazionalista si è parlato negli ultimi anni di un «momento Polanyi». L’ampio interesse suscitato nell’editoria recente da questo grande critico della società di mercato, nato a Vienna centoquarant’anni fa ma cresciuto nell’ambito della borghesia radicale ungherese, è testimoniato sia dalla discussione dei suoi lavori in saggi recenti – per esempio di Nancy Fraser, che lo ha affiancato a Marx, in una prospettiva libertaria, e di Wolfgang Streeck, che lo ha legato a Keynes in chiave nazionalista – sia dalla nuova edizione Penguin del testo del 1944, The Great Transformation, tradotto da Einaudi nel 1974, e dalla attuale ristampa, presso Donzelli, di Europa 1937 Guerre esterne e guerre civili, che, rispetto alla prima edizione del ’95, si arricchisce dell’originale prefazione di G.D.H. Cole del 1937 e di un aggiornamento della prefazione di Michele Cangiani, che di Polanyi, assieme a Alfredo Salsano, ha curato le opere in Italia, spesso anticipando la pubblicistica anglofona (pp. 137, € 18,00).
All’interno della vasta e variegata tradizione socialista, Polanyi sviluppa una posizione originale dal momento che, dopo una formazione più tolstojana che marxista, aderì al socialismo funzionale di Cole, posizionandosi al «margine» dell’austromarxismo. Inoltre, dando un’interpretazione umanistica di Marx in chiave anti-economicista, coerentemente venne influenzato dal socialismo utopistico di Rober Owen. Giornalista per la rivista «Der Österreichische Volkswirt» dal 1924 al 1938, Polanyi fu profondo conoscitore della storia inglese inaugurando con La Grande Trasformazione un modello di sociologia storica. Dei suoi studi è nota l’insistenza nel legare lo sviluppo del sistema di mercato autoregolato alle origini del fascismo: la mercificazione del lavoro umano, della terra e della natura, e la loro separazione da un più ampio contesto normativo, distruggerebbero la società – diceva già Polanyi – rendendo difficile il mantenimento del sistema economico. Nella seconda metà dell’800, il contro-movimento protezionista da parte della società contrasta le istanze del mercato, e il conflitto tra queste tendenze produce una crisi, che culmina nei primi decenni del XX secolo, quando emerge la «soluzione» fascista.
Scritto poco prima della conferenza di Monaco, Europa 1937 fu pensato come forma di divulgazione colta per i lavoratori inglesi. Nel ’33 Polanyi era fuggito in Inghilterra: insegnò nelle istituzioni accademiche «extramurarie» di Oxford e Londra, in piccoli villaggi del Sussex e del Kent.
Fu qui che, allo scopo di approfondire la sua interpretazione del fascismo, affrontata a partire dalle tensioni accumulatesi in seguito a Versailles intorno al conflitto tra possibilità di riarmo dei paesi sconfitti e garanzie per quelli vincitori, Polanyi scrisse Europa 1937. Come aveva già sostenuto nella Grande trasformazione, una moderna società industriale «nel lungo periodo», scrive, deve estendere i principi democratici all’economia.
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