
Le fiaccole di Abbadia San Salvatore
12 Marzo 2026
C’è qualcosa di involontariamente perfetto in questa storia. Una strada intitolata a Benedetto XVI inaugurata senza il cardinale e con la b minuscola sull’insegna. Come se la città avesse voluto mandare un messaggio teologico raffinatissimo: onoriamo il Papa, ma non troppo.
L’assenza di Lojudice ha già avuto la sua liturgia comunicativa — l’invito c’era, il remind c’era, la segreteria non ha visto nulla, la posta elettronica ha i suoi misteri imperscrutabili, non dissimili, in fondo, da quelli della fede. Il Comune ha precisato, il cardinale ha verificato, e nel mezzo si è aperto quel vuoto protocollare che a Siena si chiama malinteso e altrove si chiamerebbe semplicemente figuraccia.
Ma il vero capolavoro è il cartello. benedetto XVI. Con la minuscola. Come se fosse un aggettivo, una condizione meteorologica, un augurio generico. Come se la città, nel momento stesso in cui intitolava una strada a Joseph Ratzinger, avesse deciso di non riconoscergli nemmeno la maiuscola. Una scomunica ortografica, involontaria e per questo ancora più eloquente.
Perché a volte la forma è anche sostanza, come si diceva all’inizio. E una b minuscola su un cartello stradale racconta più di mille discorsi inaugurali: racconta l’attenzione con cui questa città cura ciò che celebra, l’accuratezza con cui onora i propri simboli, la cura con cui — diciamolo — fa le cose.
Il sottosegretario Bergamotto era presente. Il cardinale no. La maiuscola nemmeno.
Tre assenze per una sola inaugurazione. Amen, come si concludeva ieri. Ma stavolta senza ironia.





