
Dopo Caracas, Teheran? Il Medio Oriente tra crepe del potere e richieste di cambiamento
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Minnesota, una morte e una versione ufficiale che non regge
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Inizia l’anno con il Gabon che mette sotto i riflettori il suo settore energetico: Clotaire Kondja, ingegnere con esperienza nell’industria petrolifera, è stato nominato ministro del Petrolio e del Gas nella nuova squadra voluta dal presidente Brice Oligui Nguema con l’obiettivo di invertire il calo della produzione e aumentare le entrate statali in un contesto di forti pressioni fiscali. La sua nomina rappresenta una svolta verso competenze tecniche in un comparto che resta centrale per l’economia nazionale nonostante riserve significative e produzione in diminuzione.
In Repubblica Centrafricana Faustin-Archange Touadéra ha consolidato la propria posizione politica vincendo un terzo mandato alle elezioni presidenziali tenutesi a dicembre, con oltre il 76 % dei voti secondo i risultati preliminari. I leader dell’opposizione, tuttavia, denunciano irregolarità e contestano i risultati, mentre il paese, ricco di risorse e segnato da fragili condizioni di sicurezza, resta al centro di dinamiche geopolitiche complesse.
La scena politica in Senegal è agitata dalla giustizia: due ex ministri dell’era Macky Sall sono stati formalmente incriminati nell’ambito di indagini su presunte irregolarità legate alla gestione di fondi pubblici. Questo sviluppo riflette tensioni più ampie nella politica interna, con partiti e istituzioni sotto crescente scrutinio pubblico.
Sul fronte internazionale, l’alleanza militare nota come l’Alliance des États du Sahel (AES), formata da Burkina Faso, Mali e Niger, ha emesso una forte condanna contro quella che definisce un «atto di aggressione» e «ingerenza inaccettabile» da parte degli Stati Uniti nei confronti del Venezuela in seguito a un’azione militare che ha portato all’arresto del presidente Nicolás Maduro da parte di forze statunitensi. La Confederazione ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a intervenire per ripristinare la legalità internazionale, sottolineando la necessità di rispetto della sovranità nazionale.
In Somalia, gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione del loro aiuto alimentare, una decisione che riaccende i riflettori sulle persistenti crisi umanitarie nel paese, dove conflitti prolungati e instabilità strutturale continuano a ostacolare gli sforzi per garantire sicurezza e assistenza di base alla popolazione.
Nel settore tecnologico, il Marocco si sta posizionando come hub emergente per l’intelligenza artificiale e l’infrastruttura digitale nel continente. Giganti tecnologici come Nvidia, insieme a partner globali, stanno sviluppando un imponente centro di calcolo di 500 MW alimentato da energie rinnovabili, destinato a servire i mercati di Europa, Medio Oriente e Africa. Questo progetto riflette gli sforzi di Rabat per attrarre investimenti tecnologici e rafforzare la capacità locale di cloud e AI, integrandosi nelle strategie digitali nazionali e regionali.
Questi sviluppi mostrano un’Africa alle prese con profonde trasformazioni politiche, economiche e tecnologiche, dove questioni interne si intrecciano con dinamiche globali di potere, risorse strategiche e competizione tecnologica.





