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Esistono due modi di fare opposizione. Il primo entra nel merito, studia i numeri, propone alternative. È utile e rafforza la democrazia. Il secondo dice no per principio, senza confrontarsi con i dati. Nella polemica sul mutuo di 60.000 euro per rendere operativo un immobile comunale nel centro storico, il gruppo “Oltre il Ponte” ha scelto questa seconda strada.
Il Comune possiede un immobile già ristrutturato con circa 180.000 euro di investimento pubblico. È in posizione strategica, con destinazione commerciale: può ospitare un’attività capace di dare vita al centro storico. Per completare l’operazione è stato contratto un mutuo al 4,3% per 30 anni. La rata è di 297 euro al mese.
L’immobile sarà affittato tramite bando pubblico. Una stima prudenziale indica un canone iniziale di 600 euro mensili. Il saldo è positivo fin dal primo giorno: 600 euro in entrata (ipotetico e prudenziale) contro 297 in uscita.
Il punto decisivo è la dinamica nel tempo. Il canone è indicizzato ISTAT e cresce con l’inflazione; la rata resta fissa. Con un’inflazione media del 2%, in trent’anni il Comune incassa circa 270.000 euro di canoni, restituisce poco più di 106.000 euro di mutuo e registra un saldo positivo superiore a 160.000 euro, mantenendo la piena proprietà dell’immobile.
In termini reali, la rata di 297 euro tra trent’anni varrà circa 164 euro attuali in potere d’acquisto. Il Comune rimborsa moneta che perde valore nel tempo mentre incassa canoni rivalutati. L’inflazione, in questa operazione, lavora a favore dell’ente.
“Oltre il Ponte” proponeva di utilizzare risorse interne, evitando il debito. Apparentemente prudente. In realtà significa immobilizzare 60.000 euro di liquidità comunale per evitare una rata che il canone copre ampiamente. Quando il rendimento supera il costo del debito, usare la leva finanziaria è una scelta razionale. Non è ideologia: è matematica.
Una vera opposizione avrebbe discusso canone, bando, garanzie e qualità della gestione. Invece si è contestato lo strumento in sé, come se il debito fosse sempre un male.
Piancastagnaio non può permettersi immobilismo. Lasciare inattivo un immobile già ristrutturato sarebbe uno spreco. Attivarlo significa generare reddito, presidio urbano e attrattività.
I conti sono pubblici. “Oltre il Ponte” può contestarli, ma deve farlo con numeri alternativi, non con slogan.
Simulazione prudenziale
Canone iniziale: 600 € mensili
Inflazione media: 2%
Mutuo: 60.000 € – 4,3% – 30 anni
Rata fissa: 297 € mensili
|
Anno |
Canone mensile stimato |
Rata mutuo |
Saldo mensile |
|
1 |
600 € |
297 € |
303 € |
|
5 |
662 € |
297 € |
365 € |
|
10 |
731 € |
297 € |
434 € |
|
15 |
807 € |
297 € |
510 € |
|
20 |
891 € |
297 € |
594 € |
|
25 |
984 € |
297 € |
687 € |
|
30 |
1.086 € |
297 € |
789 € |





