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Ieri sera allo Spazio Dante Cappelletti è successo qualcosa di bello. Gabriele Mirabassi al clarinetto e Simone Zanchini alla fisarmonica hanno fatto quello che sanno fare meglio: parlare senza parole.
Non è facile descrivere cosa succede quando questi due si mettono insieme sul palco. Il clarinetto di Mirabassi sembra sussurrare segreti, mentre la fisarmonica di Zanchini risponde con quella sua voce calda che ti entra dritto nel petto.
C’è stato un momento – forse durante un brano di Piazzolla, ma non ne sono sicuro – in cui il pubblico ha trattenuto il respiro. Quel tipo di silenzio che dice tutto. Quando la musica smette di essere solo suoni e diventa qualcos’altro.
Il Fonti Jazz Festival 2025 ci ha regalato un’altra di quelle serate che ti restano dentro. Due musicisti che si conoscono a memoria, che si guardano e sanno già dove andare, che trasformano il palco in un salotto intimo anche se ci sono circa duecento persone ad ascoltare.
Ecco, se vi state chiedendo perché vale la pena uscire di casa per il jazz dal vivo, la risposta era lì ieri sera.