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19 Febbraio 2026Mps Mediobanca, la partita si gioca sui numeri, MPS–Mediobanca: The Game Is Played on the Numbers
L’entusiasmo di Borsa è arrivato subito. Il titolo sale, gli analisti si dividono, la narrazione parla di “campione nazionale”. Per comprendere davvero la portata dell’operazione tra Mps e Mediobanca, tuttavia, è utile sospendere il giudizio — favorevole o contrario — e attenersi ai dati disponibili e alle informazioni ufficialmente comunicate.
Il primo elemento è oggettivo: Mps presenta oggi indicatori patrimoniali e reddituali molto diversi rispetto al passato. L’ultimo esercizio si è chiuso con utili superiori ai 2,7 miliardi di euro e con un coefficiente patrimoniale CET1 oltre il 16%, secondo i dati pubblici di bilancio. Si tratta di livelli che, in linea teorica, consentono alla banca di affrontare un’operazione straordinaria senza evidenti tensioni immediate sul capitale. È anche per questo che il mercato, almeno nella fase iniziale, ha reagito più con aspettativa che con preoccupazione.
Il secondo nodo riguarda il concambio, ossia il rapporto con cui le azioni Mediobanca verrebbero convertite in azioni Mps. È su questo parametro che si misura la convenienza economica per gli azionisti. Se il valore implicito riconosce un premio significativo rispetto alle quotazioni di mercato, l’operazione può risultare appetibile per chi è chiamato ad aderire. Se invece il premio è contenuto o assorbito dalle oscillazioni di Borsa, l’attrattività si riduce. Si tratta di una valutazione eminentemente finanziaria, fondata su calcoli e scenari, non su posizioni ideologiche.
Un terzo aspetto centrale è quello delle sinergie. Il management ha indicato un potenziale complessivo nell’ordine di circa 700 milioni tra risparmi di costo e maggiori ricavi. Questo dato rappresenta il cuore industriale dell’operazione, ma richiede di essere analizzato nel dettaglio: tempi di realizzazione, costi di integrazione, grado di certezza delle stime. La letteratura sulle fusioni bancarie mostra come i benefici si concretizzino solo in presenza di un’integrazione operativa rapida e ben governata; in caso contrario, il rischio è che emergano inefficienze o duplicazioni.
Va poi considerata l’ipotesi del delisting di Mediobanca. L’uscita dalla Borsa comporta, da un lato, una minore esposizione alla volatilità quotidiana dei mercati; dall’altro, implica un diverso regime di trasparenza e di reporting verso il pubblico degli investitori. Per alcuni osservatori può rappresentare un vantaggio strategico, per altri un elemento da monitorare con attenzione. Molto dipenderà dalla struttura di governance del nuovo gruppo e dai meccanismi di controllo che verranno adottati.
Infine, l’operazione presenta una dimensione sistemica. Non riguarda soltanto due istituti, ma si inserisce in un quadro più ampio di equilibri finanziari, che comprende partecipazioni rilevanti — come quella in Generali — e il ruolo dei principali azionisti. È un passaggio che intreccia logiche di mercato, assetti proprietari e strategie industriali.
In sintesi, i fondamentali attuali di Mps sembrano offrire le condizioni per tentare l’operazione. Il mercato sta valutando positivamente l’iniziativa nella fase iniziale. La verifica effettiva arriverà con la pubblicazione di un piano industriale dettagliato, che chiarisca tempi, costi, impatto patrimoniale e assetti di governance. Fino ad allora, l’analisi dei numeri rimane lo strumento più utile per comprendere la portata strategica dell’operazione.
MPS–Mediobanca: The Game Is Played on the Numbers
Market enthusiasm came immediately. The share price rose, analysts split into opposing camps, and the narrative began to speak of a “national champion.” To truly understand the scope of the transaction between MPS and Mediobanca, however, it is useful to suspend judgment — whether favorable or critical — and focus on the available data and officially disclosed information.
The first element is objective: MPS now presents capital and profitability indicators that are markedly different from those of the past. The latest financial year closed with profits exceeding €2.7 billion and a CET1 capital ratio above 16%, according to publicly available financial statements. These levels, in principle, allow the bank to undertake an extraordinary transaction without evident immediate pressure on capital. This helps explain why the market, at least initially, reacted with expectation rather than concern.
The second key issue concerns the exchange ratio, that is, the rate at which Mediobanca shares would be converted into MPS shares. This parameter determines the economic convenience for shareholders. If the implied valuation offers a meaningful premium over current market prices, the transaction may prove attractive to those asked to tender their shares. If the premium is limited or absorbed by market fluctuations, the deal’s appeal diminishes. This is fundamentally a financial assessment based on calculations and scenarios, not on ideology.
A third central aspect involves synergies. Management has indicated a potential total of around €700 million in cost savings and additional revenues. This figure represents the industrial core of the operation, but it requires detailed analysis: the timing of realization, integration costs, and the degree of certainty behind the estimates. The literature on banking mergers shows that benefits materialize only when operational integration is rapid and well governed; otherwise, inefficiencies or duplications may emerge.
The possible delisting of Mediobanca must also be considered. Leaving the stock exchange would reduce exposure to daily market volatility but would also imply a different regime of public transparency and reporting. For some observers, this may represent a strategic advantage; for others, it is an element that warrants close attention. Much will depend on the governance structure of the new group and the oversight mechanisms adopted.
Finally, the transaction has a systemic dimension. It concerns not only two institutions but also broader financial balances, including significant shareholdings — such as the stake in Generali — and the role of major shareholders. It is a move that intertwines market logic, ownership structures, and industrial strategy.
In summary, MPS’s current fundamentals appear to provide the conditions to attempt the transaction. The market is assessing the initiative positively in its initial phase. The real test will come with the publication of a detailed industrial plan clarifying timing, costs, capital impact, and governance arrangements. Until then, careful examination of the numbers remains the most reliable way to assess the strategic scope of the deal.





