
«Osservatorio: Mormorii» alla Rocca L’arte contemporanea sposa il gotico
27 Marzo 2026
Il giorno dopo
27 Marzo 2026di Lavinia Elizabeth Landi
Qualcosa si muove nella scena italiana dell’arte contemporanea, che in questo periodo sente la pressione per il mancato invito dei nostri artisti alla grande mostra della Biennale Arte di Venezia. Qualcosa si muove in un piccolissimo borgo toscano alle pendici del Monte Amiata, Piancastagnaio in provincia di Siena, costruito intorno alla Rocca Aldobrandesca i cui ambienti storici di antica fortezza non si prestano più tanto alla difesa, quanto all’accoglienza. “Osservatorio:mormorii” è il progetto vincitore della prima edizione del bando che il comune ha dedicato all’arte contemporanea, e che prende forma con la prima mostra collettiva questo sabato 28 marzo, in un percorso espositivo pensato dal giovane curatore pratese Mirco Marino, con la collaborazione della storica dell’arte Antonella Nicola, oltre a una rete di volontari e realtà locali, e che coinvolge quattro artisti di pratiche diverse.
Il percorso espositivo
Nel percorso, che si sviluppa dal basso verso l’alto, dal cortile e dalle prigioni fino alla terrazza panoramica, ci sono le figure dai corpi incompleti di Francesca Banchelli, dipinte con toni vividi in paesaggi onirici e interiori, talvolta dominati da sfumature di rosso, e impegnate in incontri ultraterreni, forse inconsci, come nell’opera “The transparency of the squid”, oppure “Angels don’t sleep” e “White shadow in the South Seas”. Ci sono poi le sculture frammentarie di Namsal Siedlecki, come la bronzea “Mvah Cha”, e “Ugolino”, realizzata con lo zolfo e ispirata alla celebre opera con cui Rodin raffigurò la tragedia dantesca del conte Ugolino, esposta al piano più basso, in quelle che furono le prigioni; le sculture giocose di Francesco Carone, come “La cornacchia”, una corona dorata posta sulla cima di uno dei cipressi all’esterno della Rocca, o “La salamandra”, una testa in ceramica refrattaria rinvigorita dalle fiamme di un camino acceso, nella prima sala della torre. Infine, le opere multimediali di Rä di Martino, come il video “The picture of ourselves” che riprende il volto di una ragazzina a testa in giu, sospesa, con lo sguardo sul mondo.

L’idea curatoriale
«Osservatorio: Mormorii è un progetto espositivo che annoda i valori architettonici dello spazio, quelli interni delle opere e il ritmo ascensionale dell’osservazione», racconta Marino, «in un luogo che è al tempo stesso fortezza e sguardo, chiusura e infinito». Il paesaggio artistico che prende forma dalle opere dei quattro artisti, “opere che vivono nella condizione instabile dello sguardo in questi tempi che tremano”, continua il curatore, non è poi così diverso da quello di Piancastagnaio, «un paesaggio eterogeneo e caleidoscopico, dove storia culturale, artistica e sociale si intrecciano». Il titolo, che da subito rimanda alla funzione architettonica della rocca medievale, suggerisce anche l’esistenza di una dimensione sonora, leggera e non fragorosa, in entrambi il paesaggio naturale e quello artistico: tra il fruscio delle fronde e le voci della fantasia, è forse un invito ad ascoltare i suoni più lievi, le “tonalità minori”, come evocato nell’idea di Biennale della curatrice Koyo Kouoh.
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