
Mps, anche i Benetton consegnano le azioni a Intesa: a Lovaglio resta solo l’assemblea del 29 ottobre
8 Ottobre 2026
Le aree interne non possono chiedere solo servizi: devono governare la ricchezza che producono
8 Ottobre 2026PalaOrlandi, perché il sindaco di Monteriggioni tace su un palazzetto che sta nel suo Comune
Nella vicenda del PalaOrlandi si sono espressi in molti. La sindaca Nicoletta Fabio ha difeso le ragioni sociali dell’operazione, il vicesindaco Capitani ne ha annunciato lo stralcio dal Dup, il Pd ha presentato un’interrogazione urgente e la maggioranza si è divisa. Matteo Borsi, presidente del Costone Fides, ha rivendicato i 400 tesserati e il valore educativo di un impianto nato dalla tradizione del Ricreatorio. Manca una sola voce, ed è quella che avrebbe più titolo a parlare: Andrea Frosini, sindaco di Monteriggioni, il Comune nel cui territorio sorge il palazzetto.
Il PalaOrlandi non sta a Siena ma a Montarioso, frazione di Monteriggioni. Il Comune di Siena ha ipotizzato di spendere oltre un milione di euro per acquistare un bene fuori dai propri confini. Eppure in tutto il dibattito nessuno ha chiamato in causa l’amministrazione che di quell’area governa l’urbanistica, la viabilità e la sosta. Lo ha fatto notare in consiglio comunale il consigliere Masi, rilevando che finora non c’è stato alcun confronto con Monteriggioni. La risposta della sindaca è stata un richiamo all'”area urbana” e alla collaborazione con i territori vicini. È una formula giusta in astratto, ma resta vuota finché nessuno la mette in pratica.
Il silenzio di Monteriggioni si può spiegare in più modi. Formalmente l’acquisto non è deciso e Frosini può ritenere prematuro commentare una delibera che non esiste. Politicamente, un sindaco di centrosinistra ha pochi motivi per entrare in una contesa che divide il centrodestra senese e che il Pd cittadino combatte apertamente. Pesa forse anche la memoria: il rapporto tra il Costone e il Comune di Monteriggioni ha conosciuto tensioni, come la lunga vertenza su via Giovanni XXIII, chiusa con un’ordinanza e riaperta dopo un ricorso al Ministero.
Nessuna di queste ragioni basta però a giustificare l’assenza. Un’operazione di questo peso ricade sul territorio di Montarioso. Ci sono il traffico nelle ore delle partite e degli allenamenti, i parcheggi, la sicurezza degli accessi e il rapporto con i residenti. Ci sono anche le previsioni urbanistiche su quell’area e il tema di un impianto pubblico di proprietà di un altro Comune, gestito senza un accordo tra i due enti. Sono questioni che riguardano prima di tutto i cittadini di Monteriggioni, e il loro sindaco dovrebbe porle prima che qualcuno decida al posto suo.
C’è infine una questione più generale. Da anni si parla di una Siena che deve ragionare come area vasta, con i Comuni della cintura come interlocutori e non come periferie. Il PalaOrlandi poteva essere l’occasione per dimostrarlo con un atto concreto, un’intesa tra le due amministrazioni costruita prima e non dopo. Se Siena ha sbagliato il metodo, Monteriggioni rischia di sbagliare con il silenzio. L’area urbana si costruisce con il confronto pubblico tra i sindaci, e su questa vicenda quel confronto finora non c’è stato.





