L’inchiesta è stata aperta dopo alcuni servizi della trasmissione di Rai3, Report, e punta a verificare presunti conflitti di interesse e irregolarità nella gestione interna dell’Autorità, comprese alcune spese effettuate dai componenti del collegio. Oltre alla correttezza di alcune procedure che hanno portato a sanzioni, come quella inflitta proprio a Report o quella, decurtata e più volte rinviata, destinata invece a Meta (Facebook).
Lo scandalo intorno al Garante della privacy era scoppiato a novembre. La procura di Roma aveva aperto un fascicolo, dopo
una denuncia dei sindacati interni, per verificare se qualcuno si fosse introdotto all’interno della sede dell’Autorità e avesse sottratto dati o documenti dai computer dei dipendenti. Secondo quanto ricostruito da
Report, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, negli uffici di Piazza Venezia
sarebbero entrati non solo i quattro membri del collegio, ma anche soggetti esterni, rimasti negli uffici fino al giorno successivo. Una presenza anomala, in un giorno festivo, dentro stanze che custodiscono server, corrispondenze e dati sensibili dei dipendenti. I vertici dell’Autorità hanno sempre smentito la circostanza.