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Siena Incanta e i numeri che non tornano
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C’è una domanda semplice che nessuno ha fatto alla conferenza stampa di presentazione dei dati natalizi: com’era il turismo a Siena nei dicembri precedenti, quando Siena Incanta non esisteva? La risposta, per quanto ricostruibile dai dati pubblici, è scomoda per la narrativa dell’Amministrazione.
Il 2023: la ripresa post-Covid, non un merito
Nel 2023 il turismo a Siena cresce del 13% nelle presenze rispetto all’anno precedente, superando per la prima volta il milione e duecentomila pernottamenti sul territorio comunale. Gli arrivi salgono dell’11%. La permanenza media è 2,3 notti. Numeri eccellenti — ma va detto con chiarezza: il 2023 è l’anno della piena uscita dalla pandemia, un anno di rimbalzo strutturale che ha caratterizzato tutte le destinazioni turistiche italiane ed europee. Quella crescita a doppia cifra non misura l’efficacia di una politica culturale: misura la riemersione di una domanda che era stata compressa per tre anni. Attribuirla a qualsiasi amministrazione sarebbe disonesto quanto attribuire il +5,4% di dicembre 2025 a Siena Incanta.
Il 2024: la frenata che nessuno racconta
Il 2024 è il primo anno davvero normale, senza la spinta artificiale del rimbalzo post-Covid. Ed è qui che i numeri diventano rilevanti. A livello provinciale gli arrivi crescono del 2,9% e le presenze appena dell’1,3% rispetto al 2023. È ancora segno più, ma il trend è inequivocabile: la crescita si è quasi arrestata nel primo anno in cui non c’era più il vento in poppa della ripresa pandemica. È esattamente in questo contesto di rallentamento strutturale che nasce Siena Incanta. Non come risposta a un successo da capitalizzare, ma come tentativo di arginare una frenata che stava diventando preoccupante. Il +5,4% di presenze a dicembre 2025 va quindi letto su una base — dicembre 2024 — che cadeva già nel pieno di questo rallentamento. Non è la crescita su un anno forte: è un rimbalzo su un anno debole.
Dicembre 2023 e 2024: il dato che manca
I dati mensili disaggregati per il solo mese di dicembre — quelli che permetterebbero un confronto diretto e rigoroso tra dicembre 2023, dicembre 2024 e dicembre 2025 — non sono disponibili pubblicamente in forma accessibile. Il Comune di Siena pubblica sul proprio sito i PDF della movimentazione turistica, ma l’ultimo documento completo disponibile si ferma ad agosto 2024. Questo significa che il confronto presentato dall’Amministrazione — dicembre 2025 contro dicembre 2024, +5,4% — non è verificabile né contestabile dal cittadino comune, né dal giornalista che non chiede. È una comunicazione che si autoconvalida nel vuoto, scegliendo come base di riferimento il mese probabilmente più debole dell’anno più fiacco del dopoguerra pandemico.
La domanda che rimane aperta
Se il Comune avesse pubblicato anche il dato di dicembre 2023 — primo anno di ripresa piena, quando il turismo cresceva per ragioni strutturali indipendenti da qualsiasi brand — il confronto sarebbe stato più onesto e probabilmente meno lusinghiero. Forse dicembre 2025 fa meglio di dicembre 2024 ma peggio di dicembre 2023. Forse no. Non lo sappiamo. E non lo sappiamo perché i dati non vengono messi sul tavolo nella loro interezza, e perché nessuno li ha chiesti.
Questo non significa che Siena Incanta sia inutile. Può avere un valore di immagine, di coerenza comunicativa, di costruzione identitaria nel lungo periodo. Ma per sostenere che un cartellone natalizio ha invertito una tendenza e generato ventisei milioni di euro di impatto economico servono dati completi, serie storiche, confronti onesti. Non una moltiplicazione applicata a turisti che sarebbero venuti comunque, presentata in conferenza stampa senza che nessuno alzasse la mano.





