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3 Febbraio 2026(stima economica su base dati 2023–2024, aggiornata al 2025)
Nel 2025 l’Amiata conferma una solida capacità di generare valore economico, ambientale e sociale, evidenziando una dinamica di crescita superiore a quella di molte aree interne italiane. L’insieme dei comuni amiatini — da Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio fino ai centri dell’Amiata grossetana — produce una ricchezza complessiva stimata in circa 670 milioni di euro di valore aggiunto, in aumento rispetto ai circa 600 milioni stimati per il 2024.
La stima deriva dall’elaborazione dei dati ufficiali IRPET e ISTAT aggiornati al 2023, integrati con bilanci aziendali 2024, dati camerali e indicatori settoriali disponibili nel corso del 2025. I dati certificati saranno resi disponibili nel 2026 con la pubblicazione dei conti territoriali definitivi.
Cos’è la ricchezza prodotta
Per ricchezza prodotta si intende il valore aggiunto, ossia la quota di reddito che rimane effettivamente sul territorio dopo aver sottratto i costi intermedi di produzione. È la componente territoriale del PIL: la ricchezza che si traduce in salari, profitti, imposte e investimenti locali e rappresenta il principale indicatore della capacità di un’area di generare benessere reale e duraturo.
È fondamentale distinguere tra fatturato e valore aggiunto. Il fatturato misura il volume complessivo delle vendite; il valore aggiunto indica invece la ricchezza effettivamente creata. Nella manifattura dell’arredo e dei pannelli, secondo le statistiche IRPET–ISTAT, il valore aggiunto medio si colloca tra il 25% e il 35% del fatturato.
Struttura economica e settori trainanti
Nel 2025 il valore aggiunto pro capite dell’Amiata si attesta intorno ai 28.000 euro, in linea con la media toscana e superiore a molte altre aree interne del Paese. Lo sviluppo territoriale poggia su tre pilastri principali.
Manifattura e innovazione (asse produttivo pianese – Val di Paglia)
Questo ambito rappresenta il principale motore economico dell’area. In particolare, Stosa Cucine, con un fatturato superiore ai 200 milioni di euro, genera un valore aggiunto stimato tra 55 e 65 milioni, mentre lo stabilimento Nuova Rivart del Gruppo Saviola contribuisce con un valore aggiunto stimato tra 25 e 30 milioni. A queste realtà si affiancano Floramiata, il polo logistico di Acqua & Sapone e un articolato sistema di fornitori e servizi.
A tali componenti si aggiungono la quota locale della filiera geotermica e l’indotto collegato. Nel complesso, l’area produttiva gravitante su Piancastagnaio — identificabile come area industriale pianese — genera circa 220 milioni di euro di valore aggiunto, pari a quasi un terzo della ricchezza complessiva dell’Amiata.
Energia geotermica (Piancastagnaio e Santa Fiora)
La geotermia costituisce una componente strutturale dell’economia locale, sostenendo occupazione qualificata, innovazione ambientale e stabilità economica. Il comparto rappresenta uno dei principali fattori di resilienza del territorio e contribuisce in modo significativo alla transizione energetica regionale.
Turismo, agricoltura e cultura (versante grossetano)
Castel del Piano, Arcidosso, Seggiano, Cinigiano e Roccalbegna registrano una crescita legata al turismo esperienziale, alla vitivinicoltura, alle produzioni agricole di qualità e alla valorizzazione dei borghi storici. Questi settori rafforzano la diversificazione economica e il radicamento territoriale della ricchezza prodotta.
Abbadia San Salvatore mantiene un ruolo rilevante nei servizi, nel turismo e nell’artigianato, configurandosi come uno dei principali poli terziari dell’area amiatina.
Proiezione del valore aggiunto per comune (2025)
(milioni di euro, stima a prezzi correnti)
- Piancastagnaio: 220
- Abbadia San Salvatore: 95
- Santa Fiora: 95
- Castel del Piano: 80
- Arcidosso: 70
- Seggiano: 35
- Cinigiano: 25
- Roccalbegna: 15
Totale Amiata: 670 milioni di euro
Lettura economica
Nel 2025 l’Amiata consolida una base economica ampia e articolata, con un baricentro produttivo chiaramente riconoscibile lungo l’asse Piancastagnaio–Santa Fiora, dove manifattura e geotermia si integrano in un modello di sviluppo sostenibile. Il versante grossetano contribuisce attraverso agricoltura di qualità, ospitalità diffusa e cultura, mentre Abbadia San Salvatore rafforza la struttura dei servizi.
Nel complesso, il territorio si conferma produttivo, verde e coeso, capace di trasformare lavoro, innovazione e risorse locali in valore condiviso e in una prospettiva di sviluppo stabile.
Nota metodologica e dichiarazione di non certificazione
Le cifre riportate costituiscono stime e proiezioni economiche elaborate a partire da fonti pubbliche e bilanci aziendali relativi al periodo 2023–2024, aggiornate attraverso indicatori settoriali e dinamiche macroeconomiche osservate nel corso del 2025. Le principali fonti utilizzate includono IRPET (conti economici territoriali), ISTAT (valore aggiunto per branca di attività), CCIAA Toscana Sud, banche dati sui bilanci d’impresa e documentazione settoriale delle principali realtà produttive locali.
L’analisi è stata condotta adottando un criterio di area economico-produttiva integrata, particolarmente appropriato nei contesti montani e nelle aree interne, dove le relazioni industriali, occupazionali e di filiera tendono a superare i confini amministrativi dei singoli comuni. In tale prospettiva, poli manifatturieri di rilievo — tra cui Stosa Cucine e lo stabilimento Nuova Rivart del Gruppo Saviola — pur non ricadendo integralmente nel territorio comunale di Piancastagnaio, sono stati considerati parte del sistema produttivo che storicamente e funzionalmente gravita sull’area pianese e sull’asse industriale della Val di Paglia, contribuendo in modo significativo al bacino occupazionale, alla formazione delle competenze e alla struttura della filiera locale.
Le proiezioni per il 2025 sono state ottenute applicando tassi di crescita nominale coerenti con il quadro economico regionale e margini medi di valore aggiunto per settore ATECO. I valori sono espressi a prezzi correnti e rappresentano stime di valore aggiunto lordo, escluse rendite finanziarie e trasferimenti pubblici.
I dati non hanno carattere certificativo e potranno essere aggiornati a seguito della pubblicazione dei conti territoriali ufficiali IRPET–ISTAT 2025, prevista nel corso del 2026. Questa impostazione metodologica mira a offrire una rappresentazione plausibile e coerente della capacità reale del territorio amiatino di generare ricchezza, evitando sia sottostime legate a una lettura puramente amministrativa sia sovrastime non supportate da evidenze economiche.





