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22 Febbraio 2026Provo a ricapitolare in modo lineare, sulla base dei dati ufficiali pubblicati dal Comune.
Sul piano economico, nel biennio 2024–2025 il contributo ordinario del Comune di Siena è pari a 350.000 euro annui.
Nel 2024 risultano attivate ulteriori risorse per 460.649 euro; nel 2025 per 308.313 euro.
La biglietteria produce 497.721 euro nel 2024 e 461.989 euro nel 2025.
Le concessioni degli spazi risultano pari a 6.100 euro nel 2024 e 14.100 euro nel 2025.
Nel comunicato si parla inoltre di circa 700.000 euro attivati tramite fundraising nel biennio, oltre a un contributo ministeriale straordinario.
Sul piano statutario, è stato annunciato l’avvio di una nuova redazione dello Statuto per consentire l’ingresso di soci sostenitori, anche privati.
Qui è necessario essere chiari: nel vecchio Statuto la figura dei soci sostenitori era già prevista. Non c’era un divieto formale all’ingresso di soggetti privati. La possibilità era scritta.
Il nodo quindi non era l’assenza di una previsione giuridica, ma la sua mancata o limitata attuazione.
Oggi ci troviamo di fronte a tre elementi che devono essere messi in coerenza:
– si afferma che sono stati attivati contributi privati e sponsorizzazioni;
– si annuncia una revisione statutaria per consentire l’ingresso dei privati;
– in passato si era sostenuto che con il vecchio Statuto non fosse possibile intrattenere rapporti con soggetti privati.
Le domande, a questo punto, sono semplici.
Se la figura dei soci sostenitori era già prevista, perché non è stata attivata prima?
Quale elemento concreto impediva l’ingresso dei privati?
La modifica statutaria introduce una vera novità o rafforza una previsione già esistente?
Sul piano economico, resta inoltre da chiarire la composizione delle cifre: i 700.000 euro di fundraising coincidono con le “ulteriori risorse” indicate nel biennio oppure sono un dato aggiuntivo? E come si spiega il livello estremamente basso delle concessioni degli spazi rispetto alla dimensione e al potenziale del complesso?
Non è una polemica. È una ricostruzione dei fatti.
Quando un’istituzione culturale centrale per la città riceve 350.000 euro l’anno dal Comune, la coerenza tra statuto, comunicazione pubblica e dati di bilancio è un requisito minimo di trasparenza.





