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Mantovano da Mattarella. Piantedosi: «Insinuazioni indegne sull’esecutivo». Opposizioni unite
Roma Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve al Colle il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e indica la direzione sulle nuove norme per la sicurezza, dopo gli scontri di Torino: il decreto e il disegno di legge, che saranno varati oggi in Consiglio dei ministri.
Le misure, oggetto del faccia a faccia con il braccio destro di Giorgia Meloni, vengono corrette nei punti più controversi, soprattutto sotto il profilo della costituzionalità. Tanto che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che in Senato tiene le sue comunicazioni sui fatti di Torino — difendendo, anche con toni duri, la necessità del fermo preventivo per impedire ai facinorosi di unirsi alle manifestazioni e trasformarle in occasioni per promuovere disordini — al termine dei lavori corregge il tiro: «Credo che abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole ed equilibrato, ma prenderemo atto dei rilievi». E il presidente del Senato La Russa avverte: «No a misure che possono apparire di Stato di polizia».
A Palazzo Madama, come era chiaro dalla vigilia, non c’è alcun voto all’unanimità, sollecitato dalla premier e respinto dalle forze di minoranza: «Il governo vuole farci parlare delle nuove norme liberticide su cui la maggioranza litiga», dà la linea Elly Schlein. A trovare un’inedita compattezza, invece, sono proprio le opposizioni: Pd, M5S, Avs e Iv presentano una risoluzione che, pur bocciata, è un segnale politico esplicitato da Stefano Patuanelli del M5S e Raffaella Paita di Italia viva, con parole identiche: «Il centrodestra si sta spaccando, Vannacci sarà un bel problema per Meloni, mentre il campo progressista si sta unendo e prepara la proposta alternativa per il governo del Paese». Fuori dall’accordo resta Carlo Calenda che vede la sua risoluzione autonoma «assorbita» dalla maggioranza e vota con il centrodestra, convinto che serva un segnale di unità nella solidarietà agli agenti. «Dispiace che Azione si distingua, in nome dell’unità», rileva Paita. Il leader del partito centrista replica: «Assurdo è che prevalga sempre lo spirito di fazione».
Per Piantedosi la questione è semplice: «Volete che i violenti siano fermati preventivamente? Serve il fermo preventivo». E contrattacca: «Chi adombra la tesi che le violenze siano state organizzate o tollerate dal governo per varare nuove norme, fa insinuazioni indegne: quelli di Askatasuna sono delinquenti che agiscono per conto proprio».
Alla fine la risoluzione del centrodestra passa con 88 sì e 56 no: ribadisce la solidarietà alle forze dell’ordine, sollecita a incrementarne gli organici, insiste sugli sgomberi e invece lascia fuori dal Parlamento i riferimenti alle misure allo studio. Più articolato il documento delle opposizioni. Gli 11 punti, inclusa la «rinuncia a misure speciali», prendono evidentemente le mosse dalla proposta avanzata giorni fa da Giuseppe Conte: cosa per niente gradita ai riformisti dem che, confidano, si fosse potuto votare non avrebbero dato il loro ok.





