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di Franco Capocchi
Accolgo con attenzione l’avvio delle attività del nuovo commissario del Parco nazionale museo delle miniere dell’Amiata, ma ritengo doveroso ribadire un principio fondamentale: il primato delle scelte strategiche che riguardano il territorio spetta ai Comuni, che rappresentano le comunità e ne conoscono bisogni, fragilità e prospettive.
Il Parco è un’istituzione importante, chiamata a svolgere una funzione di tutela, valorizzazione culturale e qualificazione ambientale. Ogni iniziativa capace di incidere sulle traiettorie di sviluppo locale deve però nascere da un confronto strutturato con le amministrazioni comunali, evitando percorsi autonomi che rischiano di generare sovrapposizioni e disallineamenti.
Un chiarimento è necessario anche sul versante turistico. Il Parco può contribuire ad arricchire l’offerta territoriale, ma non può sostituirsi agli organismi cui la normativa affida la titolarità delle politiche turistiche. L’Ambito turistico, per dimensione e mandato istituzionale, è il livello naturale della programmazione e del coordinamento: è lì che si definiscono le strategie, si integrano le risorse e si costruisce una visione competitiva.
Per questo considero indispensabile che il Parco operi in piena coerenza con la pianificazione dell’Ambito, rafforzandola. La collaborazione è la strada maestra, ma deve poggiare su ruoli chiari e sul rispetto delle competenze.
In questa prospettiva, il Comune di Piancastagnaio ha già avviato un confronto con i Comuni di Castell’Azzara e Santa Fiora per definire indirizzi condivisi sul futuro del Siele. È un passaggio significativo, perché il Siele non appartiene a un solo Comune: è un patrimonio territoriale comune che richiede una visione intercomunale, capace di tenere insieme memoria, tutela e opportunità di sviluppo. Accolgo quindi con soddisfazione la disponibilità manifestata da entrambe le amministrazioni, che hanno già espresso condivisione rispetto all’impostazione proposta.
Sono pronto a lavorare in modo serio e costruttivo con tutte le istituzioni coinvolte, convinto che solo una governance condivisa possa evitare frammentazioni e garantire risultati duraturi. L’obiettivo non è alimentare distanze, ma costruire un equilibrio efficace tra tutela, valorizzazione e sviluppo.
Le aree interne hanno bisogno di coerenza nelle politiche pubbliche, di una regia riconoscibile e di scelte che nascano dal territorio. In questo quadro, il ruolo dei Comuni resta centrale e non può essere considerato accessorio.





