

WOW, il re è nudo
14 Marzo 2026
Lettura critica di “A Siena già si corre in Piazza per il sindaco del 2028”, pubblicato il 14 marzo 2026 dalla redazione di Sfogliamo.eu nella sezione Politica
Un articolo del genere merita qualche osservazione critica senza troppa pietà.
Sul metodo giornalistico. È un pezzo di pura anticipazione politologica scritto senza una fonte diretta citata, senza un’intervista, senza un documento. Tutto è affidato al “sembra”, “mostra incertezza”, “punta”, “pensa”, “altri ancora pensano”. È giornalismo in congiuntivo, che ha la funzione implicita di creare la notizia mentre finge di raccontarla. Il titolo è già una sentenza — “già si corre” — ma nel testo non c’è un solo atto concreto che dimostri questa corsa, salvo la dichiarazione di Michelotti (peraltro di “qualche settimana fa”).
Sul contenuto politico. La ricostruzione del centrodestra è abbastanza credibile nella dinamica: Fabio vs Capitani è una tensione reale tra l’anima civica-moderata e FdI come partito strutturato. Ma presentarla come “illazioni” è eufemistico — è una lotta di potere già aperta dentro una coalizione che non ha ancora un accordo su chi comanda davvero Siena.
Sul centrosinistra il quadro è più confuso e lo si vede: Frati, Gugliotti, Riccaboni — tre nomi che segnalano non una discussione strategica ma un vuoto. Il PD senese non sa chi è, non sa cosa vuole, e la segretaria Salluce “ascolta, dialoga, parla e pensa” — quattro verbi che sommati non producono ancora una linea politica.
Sul finale. L’innesto della Fondazione MPS nel pezzo è il colpo più rivelatore: dimostra che a Siena la politica comunale e la governance bancaria restano inestricabilmente legate, come se il 2008 e il decennio di crisi non avessero insegnato nulla sul conflitto d’interessi strutturale tra chi governa la città e chi governa la fondazione.
In sintesi. È un pezzo utile come termometro del chiacchiericcio d’élite senese, non come analisi. La sua utilità reale è involontaria: fotografa un ceto politico locale che, a due anni dal voto, è già in modalità tattica senza aver ancora prodotto una proposta politica riconoscibile. Né a destra né a sinistra.





