
Prima di Siena Incanta, i numeri raccontano un’altra storia
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Il Comune di Siena annuncia con squilli di tromba che il cartellone natalizio di Siena Incanta ha generato tra i 26 e i 29 milioni di euro di impatto economico. Titoli, slide, conferenza stampa. Un trionfo. Peccato che i numeri raccontino un’altra storia.
Tre errori logici in sequenza.
Il primo: quei milioni non li ha generati Siena Incanta. Li ha generati il turismo di dicembre a Siena, che esiste da secoli. Il Comune ha preso i turisti che erano già lì, ha calcolato quanto spendono in media secondo l’Istat, e ha chiamato il totale “impatto di Siena Incanta.” È come se il Comune di Firenze attribuisse agli Uffizi tutto il PIL turistico della città: i turisti c’erano già, ci sarebbero venuti comunque, e nessuno ha dimostrato che senza il cartellone natalizio non avrebbero prenotato.
Il secondo: il celebrato +5,43% riguarda le presenze — cioè le notti, non le persone. Gli arrivi, come ammette en passant lo stesso comunicato, sono “sostanzialmente stabili.” Nessuno in più è venuto a Siena: chi è venuto si è fermato qualche ora in più.
Il terzo, e più grave: quel rimbalzo va misurato sul punto di partenza reale. Nel primo trimestre 2025 Siena aveva accusato una flessione dell’8,7 per cento nelle presenze, con i turisti italiani calati dell’11,7 per cento. Siena Incanta non ha invertito una tendenza virtuosa: ha attenuato parzialmente una caduta. Un paziente che scende da 39 a 38 di febbre non è guarito.
La narrazione dell’Amministrazione prende un rimbalzo su base depressa, lo chiama crescita, e ne attribuisce il merito a sé stessa. È comunicazione istituzionale, non analisi. E i giornali locali l’hanno riportata senza battere ciglio.





