
Kraftwerk – Trans Europe Express
24 Febbraio 2026
Volto nuovo per Piancastagnaio Investiti dieci milioni in tre anni
24 Febbraio 2026Siena respira, sì. Ma non corre ancora
Siena non è diventata “economica”, ma è semplicemente meno cara di qualche mese fa. E questo cambia il tono, non la sostanza.
A gennaio l’inflazione a Siena si è fermata all’1,4%. Tradotto: una famiglia media spenderà circa 379 euro in più in un anno rispetto all’anno precedente. Non è poco, ma è molto meno rispetto a quanto registrato nei mesi scorsi, quando Siena era ai vertici nazionali per aumento dei prezzi.
Il dato importante è il confronto. La media italiana è all’1%, con un aggravio medio di 251 euro. Siena resta quindi sopra la media nazionale, ma non è più la città “campione dei rincari” come era a novembre. In classifica nazionale è scesa al nono posto. Anche in Toscana ha perso la maglia nera: ora davanti c’è Pistoia, con un’inflazione dell’1,8% e un aumento di spesa di 487 euro annui, oltre 100 euro in più rispetto ai senesi.
Se guardiamo la graduatoria complessiva, in testa per rincari troviamo città come Cosenza, Bolzano, Macerata, Belluno, Reggio Calabria, Bari e Napoli. Siena è affiancata a Grosseto. Dall’altra parte della classifica c’è Campobasso, l’unica in deflazione: -0,1%, con un piccolo risparmio medio di 24 euro. Poi Modena (zero crescita), Pisa (+0,1%), Brindisi, Potenza, Teramo, Ravenna, Piacenza, Sassari e Livorno, tutte con aumenti molto contenuti.
Che cosa significa davvero questo “passo indietro” di Siena? Non sappiamo con precisione quali voci di spesa abbiano inciso: energia, alimentari, servizi? Ma il dato più interessante è che entrambi gli indicatori – inflazione e rincaro annuo – risultano dimezzati rispetto a novembre. Questo segnala una frenata, non un’inversione strutturale.
Siena continua ad avere un costo della vita superiore alla media nazionale. In una città con salari stagnanti, un tessuto commerciale fragile e una popolazione che invecchia, anche 379 euro l’anno pesano. Non è solo una questione di statistiche: è potere d’acquisto, è capacità di risparmio, è qualità della vita.
Se allarghiamo lo sguardo alla Toscana, gli altri capoluoghi registrano dati inferiori alla media italiana. Questo significa che Siena rimane un caso particolare nella regione. La domanda da porsi non è solo “perché siamo scesi in classifica?”, ma soprattutto: la struttura economica della città è in grado di assorbire questi costi? E quali politiche possono incidere sul costo della vita locale?





