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Due notizie dominano stamattina le prime pagine italiane, e sono di natura radicalmente diversa: una tocca i nervi della geopolitica, l’altra quelli dell’identità nazionale. Insieme raccontano un Paese che fatica a stare nel mondo e fatica a stare con se stesso.
Sul fronte diplomatico, il ministro della Difesa Crosetto ha impedito l’atterraggio di un bombardiere americano nella base di Sigonella. Palazzo Chigi ha cercato di rasserenare gli animi precisando che i rapporti con Washington restano «sempre solidi con l’alleato americano» Sky TG24, ma la sinistra — secondo Il Giornale — sarebbe rimasta spiazzata da un atto che suona insolitamente autonomo per un governo che ha costruito la propria narrativa sulla fedeltà atlantica. Crosetto si è limitato a dire: «Ho fatto rispettare gli accordi». Una frase secca, che però apre più domande di quante ne chiuda: quali accordi? Con chi? E in quale contesto, mentre Trump annuncia un aggiornamento «importante» sulla guerra in Iran e gli Emirati premono per forzare lo Stretto di Hormuz?
L’altra notizia è sportiva, ma è molto di più. Per la terza volta consecutiva, l’Italia non sarà al Mondiale di calcio. Nella finale dei play-off è stata sconfitta dalla Bosnia ai rigori per 5 a 2: in vantaggio con Kean nel primo tempo, gli azzurri sono rimasti in dieci per l’espulsione di Bastoni, i tempi regolamentari si erano chiusi sull’1-1 come i supplementari, poi gli errori dagli undici metri di Pio Esposito e Cristante hanno chiuso la partita. Today I quotidiani sportivi invocano azzeramenti, rifondazioni, «via tutti». Gattuso in lacrime chiede scusa all’Italia. Sky TG24 Il presidente della FIGC Gravina si assume la «responsabilità oggettiva» e chiede al tecnico di restare. È il rituale che conosciamo: l’autocritica pubblica come forma di sopravvivenza istituzionale.
C’è però qualcosa che accomuna Sigonella e Zenica, al di là dell’apparente distanza. In entrambi i casi, l’Italia si trova a gestire una figura scomoda: quella di chi non riesce a stare dove dovrebbe. Fuori dal Mondiale, ai margini della catena di comando atlantica nel momento più caldo dalla Seconda guerra mondiale. Meloni — come scrive Today.it — «è alle prese con la questione Sigonella» con la parola d’ordine della «prudenza», quella «di chi sa che si muove su un terreno scivoloso».
Nel frattempo, sul piano meteorologico, le condizioni peggiorano soprattutto al Centro-Sud, dove è stata diramata un’allerta rossa per rischio idraulico e idrogeologico Fanpage: Abruzzo, Molise, Puglia tra le regioni più esposte. Un’Italia che si allaga mentre si interroga su se stessa.
E infine, dalla cronaca nera, una notizia che fa gelare il sangue: una madre e una figlia non sarebbero state vittime di un’intossicazione alimentare, ma sarebbero state avvelenate nella loro casa con la ricina, sostanza tossica le cui tracce sono state trovate negli esami del sangue. Today La casa è sotto sequestro. Gli altri due familiari vivono altrove. Gli inquirenti lavorano in silenzio.
Tre storie, un solo Paese: che cerca di dire no agli americani senza perdere la faccia, che perde il Mondiale per la terza volta senza sapere perché, e in cui — in una casa qualunque — qualcuno ha pensato di usare il veleno. Aprile comincia così.





