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30 Gennaio 2026Il sit-in di Salviamo Firenze sotto la nuova struttura aperta in via Pietrapiana
Salviamo Firenze dà il «malvenuto» al nuovo studentato privato di via Pietrapiana, con un presidio che ieri pomeriggio ha visto la partecipazione di più di cento fiorentini. La scritta «ora basta» proiettata sulle ex Poste di Michelucci, dove da qualche giorno Camplus ha aperto le porte ai primi universitari statunitensi, gli striscioni «inCubo speculazione» e «speculazione in corso» e dieci cubi neri di cartone per segnalare «i dieci finti studentati o di lusso che a Firenze sono stati aperti dal 2017. E questo alle mie spalle è l’undicesimo. Dobbiamo fermare questa valanga», scandisce Francesco Torrigiani, uno dei portavoce del comitato.
Mercoledì scorso su Perunaltracittà, l’urbanista Ilaria Agostini ha elencato i numeri del fenomeno: «In questi giorni è stata annunciata l’inaugurazione di due strutture private, mentre una è in itinere. Totale: 880 nuovi posti letto circa. Che sommati a quelli delle residenze private costruite negli ultimi otto anni a Firenze, fanno approssimativamente 4.200 letti per studenti con alta capacità di spesa. La cifra è ragguardevole, a maggior ragione se rapportata ai circa 1.800 posti letto pubblici (la loro gestione tuttavia è sempre più affidata a operatori privati) che lasciano senza alloggio circa 2 mila studenti “idonei ma non beneficiari”».
Un quadro che sarebbe ancora più negativo secondo i dati emersi ieri al presidio di Salviamo Firenze: «Nelle case dello studente pubbliche ci sono 1.131 posti letto di cui 654 attualmente non disponibili perché in ristrutturazione», spiega Denise, in rappresentanza degli Studenti di Sinistra. Da parte sua, Lapo, dell’Unione degli Studenti, attacca: «Il nuovo studentato di Camplus è uno schiaffo in faccia alla comunità universitaria fiorentina, con i tanti fuori sede che non sanno come fare a trovare un alloggio». E se Francesca Conti interviene per denunciare che i fondi finanziari stanno comprando Firenze, i residenti della zona ricordano le manifestazioni che già nel 2014 chiedevano di fare case popolari nel palazzo delle Poste. L’appello di Salviamo Firenze, che imputa all’amministrazione Nardella di aver fermato il referendum che avrebbe bloccato anche l’operazione di via Pietrapiana, è quindi a «perseguire l’interesse collettivo puntando sulle case dello studente vere e pubbliche».
Al flash mob, che ha visto i manifestanti abbattere simbolicamente i cubi neri di cartone, Francesco Torrigiani punta l’indice su Palazzo Vecchio: «L’amministrazione parla di partecipazione, ma svende questa città e accusa i residenti di infangare Firenze, colpevolizzando quindi le vittime». Il riferimento è alle parole dell’assessora all’Urbanistica Caterina Biti in Consiglio comunale, lunedì scorso, sul caso del resort nell’ex ospedale militare di via San Gallo. Così al presidio arrivano anche Nicoletta e Lisa, due residenti che si sono viste le finestre oscurate dalla nuova torre di 23 metri: «Noi non abbiamo infangato nessuno, noi non siamo avversari politici, vogliamo solo il diritto alla luce e a una qualità della vita accettabile. L’assessora Biti dice che la nuova torre non è più alta dei nostri palazzi? Non è così e la invitiamo a casa nostra a verificarlo».




