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Italia tra manovra, lavoro povero e tensioni istituzionali
25 Febbraio 2026Il discorso sullo Stato dell’Unione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il Washington Post titola: “Trump promuove l’economia e le politiche sull’immigrazione nel discorso sullo Stato dell’Unione”. Il presidente ha rivendicato i risultati economici della sua amministrazione e difeso la stretta al confine, presentando il proprio operato come una risposta necessaria al declino americano.
Anche il Wall Street Journal sottolinea come Trump abbia elogiato i risultati economici, parlando di un intervento “intriso di patriottismo” davanti al Congresso. Un discorso costruito per consolidare la leadership e compattare il fronte repubblicano, mentre l’opposizione democratica resta nel mirino delle sue critiche.
Il New York Times ha accompagnato l’intervento con una verifica in diretta delle affermazioni del presidente, segnalando esagerazioni e dati controversi, in particolare su crescita, occupazione e immigrazione. Il confronto sui numeri resta uno dei terreni più aspri della campagna politica americana.
Intanto, un sondaggio Reuters/Ipsos registra un dato significativo: il 61% degli statunitensi ritiene che Trump stia diventando più instabile con l’età. Un’opinione condivisa dall’89% dei democratici, dal 64% degli indipendenti e dal 30% dei repubblicani. Un dato che pesa sul clima politico e che alimenta interrogativi sulla tenuta istituzionale del Paese.
Sul fronte internazionale, il Financial Times racconta che il cosiddetto “Board of Peace” legato a Trump starebbe esplorando la possibilità di introdurre una stablecoin per Gaza. Un’ipotesi che intreccia finanza digitale e diplomazia parallela, mentre il conflitto mediorientale continua a produrre vittime e instabilità.
Restiamo a Gaza. Secondo un report citato da Al Jazeera, le forze israeliane avrebbero sparato oltre 900 colpi per uccidere medici di Gaza nel 2025. Un’accusa gravissima che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente il quadro umanitario e politico nella Striscia.
Spostiamoci in Ucraina. L’Assemblea generale dell’ONU ha adottato una risoluzione che riafferma il sostegno a Kiev e alla sua integrità territoriale. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ringraziato i Paesi che hanno votato a favore, ribadendo la necessità di un sostegno costante.
Da Bruxelles, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che non è possibile fissare una data precisa per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Un segnale di prudenza politica in un momento in cui l’allargamento resta tema sensibile.
Chi sta vincendo la guerra in Ucraina? La Cina, scrive El País in un’analisi firmata Andrea Rizzi. Pechino, pur non essendo direttamente coinvolta nel conflitto, rafforza la propria posizione strategica, economica e diplomatica, capitalizzando le tensioni tra Occidente e Russia.
In questo quadro si inserisce il primo viaggio ufficiale in Cina del cancelliere tedesco Friedrich Merz. La visita, dal 25 al 26 febbraio 2026, avviene con una delegazione di circa 30 dirigenti delle principali aziende tedesche. La stampa tedesca e francese sottolinea come la Cina, un tempo grande mercato per le esportazioni tedesche, sia ormai diventata una concorrente diretta, costringendo Berlino a rivedere la propria politica industriale. Il Global Times parla della visita come di un possibile “ancoraggio stabilizzatore” nei rapporti tra Cina e Unione Europea.
Chiudiamo con la cultura. Laurence des Cars, presidente del Musée du Louvre, ha annunciato le sue dimissioni, quattro mesi dopo il furto dei gioielli della corona del 19 ottobre 2025. In un’intervista a Le Figaro ha dichiarato: “Ero lì per prendere la folgore”. Una frase che restituisce il peso simbolico e politico della guida di una delle istituzioni culturali più importanti al mondo.
Dagli Stati Uniti all’Europa, dal Medio Oriente alla Cina, passando per i grandi musei: la rassegna di oggi racconta un mondo attraversato da tensioni politiche, conflitti armati, competizioni economiche e crisi istituzionali. Un equilibrio fragile, in cui economia, sicurezza e cultura si intrecciano sempre più strettamente.





