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La nuova via Benedetto XVI collega via Fiorentina con via Giovanni Paolo II nella zona nord di Siena. Il tracciato è breve, la sezione stradale standard, la realizzazione affidata a un soggetto privato in scomputo di oneri di urbanizzazione per 230mila euro, con impegno del concessionario a completare l’opera per 650mila euro complessivi. Il finanziamento della rotatoria sull’innesto con strada Fiume — un milione di euro — è invece a carico del Fondo di coesione sociale 2021-2027, con completamento previsto entro il 2027.
Questi sono i dati. Il giudizio urbanistico parte da qui.
La zona nord di Siena presenta un problema strutturale di accessibilità che non dipende dalla connessione interna tra arterie esistenti, ma dalla carenza di svincoli efficienti tra la viabilità urbana e quella extraurbana. Via Fiorentina e via Giovanni Paolo II erano già collegate attraverso percorsi alternativi. La bretella riduce la distanza e migliora la fluidità locale su quel tratto, ma non modifica la gerarchia funzionale della rete: non introduce nuova capacità di penetrazione, non alleggerisce i nodi primari, non intercetta flussi di origine-destinazione significativi che oggi non trovano percorso.
Il nodo critico, riconosciuto dagli stessi amministratori, è lo svincolo verso Vico Alto, che consentirebbe di distribuire il traffico nord su un asse ulteriore, sottraendolo agli assi saturi esistenti. Quel nodo non è ancora progettato in via esecutiva. È un’intenzione dichiarata, finanziariamente non coperta nella sua interezza, rinviata a una fase successiva senza cronoprogramma definito.
Dal punto di vista della pianificazione dei trasporti, inaugurare un’opera parziale come se fosse risolutiva genera un problema di lettura: si attribuisce alla bretella un effetto sulla viabilità nord che essa non può produrre da sola, e si posticipa sine die la valutazione dell’impatto reale, che potrà essere misurato solo quando il sistema sarà completo. Nel frattempo, i dati di traffico pre e post apertura — se raccolti — diranno poco, perché il comportamento dei conducenti si stabilizza solo quando la rete offre alternative vere, non varianti marginali.
L’opera è realizzata. Non è sbagliata. Ma non è quella che serve.
Pierluigi Piccini





