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28 Settembre 2026Siena nord, affidato l’appalto per la rotatoria sulla strada Fiume: ma la vera partita è il nuovo disegno della mobilità cittadina
Il cantiere destinato a cambiare il traffico di Siena nord ha finalmente un nome e un prezzo. Il Comune ha affidato l’appalto per la rotatoria all’incrocio tra via Benedetto XVI, la bretella che dalla rotonda di Fontebecci scende verso la strada fiume, e via Giovanni Paolo II. La gara è stata vinta da un’impresa della provincia di Frosinone, la Di Murro Francesco, per poco più di 579 mila euro; sommando progettazione, acquisizione delle aree e le altre voci, il costo complessivo arriva a un milione. I lavori dovrebbero partire entro qualche settimana e il termine è già fissato al 31 dicembre 2027.
È l’opera che dà senso a quanto già realizzato. La bretella, senza la rotatoria, resta un collegamento a metà: solo con il nuovo nodo sarà possibile svoltare a sinistra e distribuire davvero i flussi che oggi si comprimono nella strettoia accanto alla fonte storica. E qui si apre la questione più interessante, che riguarda le scelte più che l’asfalto. L’ipotesi iniziale di chiudere del tutto il passaggio nella strettoia è stata accantonata. Tra le alternative allo studio ci sarebbe quella di lasciare al traffico privato solo il senso in uscita, riservando l’ingresso ai mezzi pubblici. Una soluzione con una sua logica, che andrà però verificata nell’incrocio reale dei flussi, perché ogni restrizione in un punto si scarica inevitabilmente su un altro.
Il punto è proprio questo. Una rotatoria è un’infrastruttura, non una politica della mobilità. Può sciogliere un nodo, ma non dice nulla su quanta automobile vogliamo in città, su come si entra e si esce dal centro, su quale ruolo debba avere il trasporto pubblico nei quartieri nord. Per questo il cantiere si intreccia con due strumenti che arrivano al traguardo dopo una gestazione tutt’altro che semplice. Il Piano urbano della mobilità sostenibile dovrebbe essere varato a novembre e diventerà un supporto del Piano strutturale, che a sua volta dovrebbe approdare in consiglio comunale entro ottobre per l’adozione in una seduta straordinaria dedicata.
La sequenza temporale merita attenzione. Il Piano strutturale fissa la visione della città per i prossimi decenni, e la mobilità ne è una componente essenziale, non un’appendice. Adottare il piano urbanistico prima che quello della mobilità sia definito, per poi innestarlo come supporto, significa rischiare che le scelte sul movimento delle persone vengano adattate a un disegno già tracciato, invece di concorrere a costruirlo. Non è necessariamente un errore, perché la fase delle osservazioni successiva all’adozione consente aggiustamenti; ma richiede una regia capace di tenere insieme i due livelli e di non trattarli come pratiche parallele affidate a uffici diversi.
Siena nord è il luogo dove questa coerenza si misura concretamente: quartieri cresciuti rapidamente, una delle porte d’accesso alla città, un equilibrio fragile tra residenza e attraversamento. Ciò che si deciderà sulla strettoia di Fontebecci sarà, in piccolo, la prova di quanto Siena sappia pensare la mobilità come parte del proprio disegno complessivo e non come una somma di interventi puntuali. La rotatoria parte; il resto è ancora tutto da scrivere.





