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3 Ottobre 2026Leopolda, Renzi al centrosinistra: “Se qualcuno rompe l’alleanza lo rincorrono con i forconi”
di Ernesto Ferrara
Leopolda, Renzi al centrosinistra: “Se qualcuno rompe l’alleanza lo rincorrono con i forconi”
Via alla kermesse fiorentina numero 14. Parole al miele per Elly Schlein. Boschi inviata a trattare con Conte e Fratoianni. E “alle primarie un candidato di Casa Riformista”
Lusinghe per Elly Schlein. La “Meb”, Maria Elena Boschi, inviata a trattare al tavolo con gli alleati e Conte. E poi le maglie con il Kraken, il Tajanometro, lo sceriffo De Luca mattatore, 2 mila persone in sala di cui mille ragazzi, la nave di Ulisse sul palco, i versi di Omero e del ritorno ad Itaca che è lo slogan. Parte dalla Leopolda di Firenze la lunga campagna elettorale di Matteo Renzi in formato ‘campo largo’ per “riprendere Itaca, che è l’Italia” anche perché “dopo quattro anni di governo piaccia o non piaccia i risultati sono quelli che la gente tocca con mano”, dice l’ex premier in apertura della kermesse storica fiorentina. Dall’aumento del costo della benzina al carrello del supermercato, dalla cena al ristorante fino alle bollette, “si sta peggio di quattro anni fa: c’è anche una sensazione sempre più forte di minore sicurezza”.
Gli slogan
Le antiche velleità solitarie, terzopoliste anti Pd non risuonano, in questa Leopolda, la numero 14. Anzi è quasi un Renzi testardamente unitario questo, per citare lo slogan di Schlein. Quasi un paradosso: l’eterno guastatore che ora invoca unità. Renzi cerca il campo largo, vuole consolidare l’intesa. Si ripete entusiasta per il pienone (“10 mila presenze stimate nei tre giorni”, già rivendicano gli organizzatori): vuole mostrare a Schlein di avere una base. In sala ci sono anche renziani preoccupati che poi alla fine salti tutto. Non il senatore Francesco Bonifazi: “Secondo me no” afferma. Qui dentro di Alessandro Onorato non si parla poi così bene: “Tanto non trova le firme per presentarsi” sibila più di qualcuno. E comunque tutto sembra una chiamata ai dem, un appello a Elly. Non è un caso che Renzi dia pienamente ragione alla segretaria dem: “Credo abbia detto una cosa naturale e di buon senso”, a proposito dell’uno non vale uno sottolineato da Schlein durante la direzione nazionale. “Il Partito Democratico ha un peso maggiore rispetto agli altri: penso che questo sia giusto. Mi piacerebbe che non fossero parole giuste perché vorrebbe dire che allora Italia Viva col 3% può decidere tutto”.
Le primarie
E tuttavia le dichiarazioni di Schlein “sono accompagnate comunque da un gesto di generosità perché lei dice ‘Io ho più voti di tutti, ma sono disponibile a fare le primarie e quant’altro. Quindi francamente devo dire che le parole di Elly Schlein sono condivisibili dalla A alla Z”. E a proposito di primarie, garantisce l’ex premier, un candidato di “Italia Viva ci sarà”, anche se è presto per fare nomi. Quello che è fondamentale è che nel centrosinistra ci siano le idee di Italia Viva-Casa Riformista”. Sarà Vincenzo De Luca? Lo sceriffo sindaco di Salerno che si prende la ribalta del primo giorno? “A me piacerebbe un sindaco. Voglio che De Luca sia in prima fila in campagna elettorale” risponde Renzi. Non Silvia Salis, ripete: “Lei ha già detto di no, va rispettata la sua scelta, come sto facendo io”.
L’importante, ha rimarcato Renzi, è che il centrosinistra vada unito: “La Meloni ha fallito e se qualcuno oggi rompe l’alleanza e si perde, il popolo del centrosinistra lo rincorre coi forconi per sette generazioni. Basta polemica, andiamo a vincere”. Anche perché “se Meloni vince le elezioni si prende anche il Quirinale, non c’è una terza via. E quindi io faccio di tutto perché vada a casa”. E per questa impresa potrebbe essere arruolato proprio De Luca, accolto da un’ovazione e poi testa bassa sulla sicurezza. “Oggi ha lo stesso valore unificante e decisivo che ha avuto nei decenni passati il lavoro. E’ un bisogno primario riguarda la vita delle persone” e serve “soprattutto alla povera gente, un tema su cui il governo ha fallito. Non ha fatto niente, solo palle e chiacchiere”, però “loro ne parlano”, a differenza delle “forze progressiste che si sentono a disagio”. E dal palco della Leopolda l’ex presidente della Campania fa sapere di avere in canna una proposta: “Sto preparando una modifica legislativa che farò avere ai gruppi parlamentari. Per chi viola il Daspo per una volta dobbiamo essere sempre buoni samaritani e facciamo solo una diffida, ma la seconda volta si deve fare due mesi di carcere. Altrimenti è inutile andare a fare la guerra, nei quartieri, non se ne fotte nessuno. O facciamo sul serio la lotta alla delinquenza organizzata o ci stiamo prendendo in giro”.
I sogni segreti
E i 5 Stelle che continuano a dissentire, alzare il ciglio, porre veti su Renzi? “È chiaro che, se tu chiedi al mondo dei 5 stelle, un sacco di gente ti dice ‘con Renzi no’. Se tu chiedi al popolo di Italia viva ti dice ‘con Conte no’. È normale. Così come se tu vai a Pontida ti dicono ‘con Tajani’ mai e se vai a Forza Italia non accettano le posizioni della Lega o peggio ancora di Vannacci. Quindi è normale. Ma il punto fondamentale è un altro. Fondamentale è che c’è il proporzionale. Cioè, chi vuole votare per Italia Viva non vota Conte, così come chi vuole votare 5 stelle non vota Renzi. Questo è un passaggio che deve essere chiaro. C’è il proporzionale, poi naturalmente c’è un premio di maggioranza. Io, per rendere più chiaro questo, lo ribadirò con forza domenica nel discorso finale, ho detto che non mi candiderò sul premio di maggioranza, ma solo sul proporzionale” dice Renzi. A trattare tanto ci va Maria Elena Boschi: “La foto con Bonelli, Conte e Fratoianni? Non è propriamente nei miei sogni segreti, per noi a quel tavolo ci va Boschi, che in foto viene anche molto meglio di come possa venire io” dice Renzi. E domani, sabato 3 ottobre, proprio in contemporanea al secondo giorno di Leopolda, proprio Fratoianni e Conte si faranno sentire da Sesto Fiorentino, a dieci chilometri dalla Leopolda: saranno entrambi ad un evento della Cgil contro le armi.





