
Aree interne: la ricchezza prodotta nei territori deve restare lรฌ e diventare investimento
9 Ottobre 2026๐๐ฎ๐ ๐๐ข๐ฉ๐ข๐ง๐ญ๐ข ๐ญ๐ซ๐ ๐๐ข๐ง๐ช๐ฎ๐๐๐๐ง๐ญ๐จ ๐ ๐๐๐ข๐๐๐ง๐ญ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ’๐๐ฑ ๐๐ฌ๐ข๐ฅ๐จ ๐๐๐ซ๐ณ๐๐ฅ๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐ข: ๐ข๐ฅ ๐๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ ๐๐ข ๐๐ข๐๐ง๐๐๐ฌ๐ญ๐๐ ๐ง๐๐ข๐จ ๐๐ฏ๐ฏ๐ข๐ ๐ฅ๐ ๐ฏ๐๐ซ๐ข๐๐ข๐๐ ๐ฌ๐ฎ๐ข ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐ข๐๐ข๐ฅ๐ข ๐๐ฎ๐ญ๐จ๐ซ๐ข: ๐๐จ๐ง๐๐๐ฅ๐ฅ๐ข ๐ ๐๐๐ง๐ง๐๐ซ๐ข
Con l’acquisizione dell’ex asilo Barzellotti da parte del Comune di Piancastagnaio entrano nel patrimonio pubblico del paese due dipinti che la tradizione locale attribuisce a pittori di primo piano tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento: una Madonna con Bambino e angeli, riferita a Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio e datata 1586, e un Cristo crocifisso, riferito a Bartolomeo Gennari e datato 1615.
Roncalli, nato a Pomarance (PI) nel 1552 e morto a Roma nel 1626, si formรฒ a Firenze e lavorรฒ a Siena nella seconda metร degli anni Settanta, dove dipinse per il Duomo una pala oggi al Museo dell’Opera, prima di trasferirsi a Roma e diventare uno dei protagonisti della pittura papale, fino al grande ciclo della sacrestia di Loreto.
La Madonna di Piancastagnaio mostra un’evidente impronta beccafumiana, nel trattamento della luce e del colore, che rimanda proprio alla stagione senese del pittore. ร un elemento di grande interesse, ma che pone anche una questione aperta: nel 1586 Roncalli era giร a Roma da anni, e il suo linguaggio si stava allontanando da quei modelli. Bisognerร capire se la data vada riletta, collocando l’opera negli anni senesi, oppure se il dipinto appartenga a un artista della cerchia che continuรฒ a lavorare nel solco di Beccafumi.
Bartolomeo Gennari, nato a Cento (FE) nel 1594 e morto a Bologna nel 1661, fu per tutta la vita collaboratore del Guercino, ne guidรฒ la bottega e ne realizzรฒ numerose repliche, tanto che le loro opere vengono spesso confuse. La data del 1615, quando il pittore aveva poco piรน di vent’anni, renderebbe il Crocifisso un raro documento della sua fase giovanile, e anche questo richiede un accertamento attento.
Per questo il Comune intende procedere con metodo: un esame diretto delle tele, alla ricerca di firme, sigle e iscrizioni; lo studio del fondo archivistico dell’asilo, conservato con l’archivio storico comunale, per ricostruire come e quando i dipinti siano arrivati a Piancastagnaio; il coinvolgimento dellaย Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo per la verifica dell’interesse culturale e per una valutazione stilistica qualificata.
“Queste due opere raccontano un pezzo di storia del paese che rischiava di restare chiusa in una cappella –ย dichiara l’assessore alla Cultura Pierluigi Piccini – Prima di parlare di capolavori vogliamo sapere con certezza che cosa abbiamo, da dove viene e chi lo ha dipinto. Se le attribuzioni saranno confermate, Piancastagnaio potrร restituire alla comunitร e ai visitatori due testimonianze significative della grande pittura tra Siena, Roma e l’Emilia. In ogni caso, lo studio di queste tele sarร l’occasione per ricostruire la storia dell’asilo e delle famiglie che lo hanno sostenutoโ.





