
Arisa – La notte
12 Aprile 2026
Il Pd senese alla resa dei conti
12 Aprile 2026Secondo Ember l’energia dal sottosuolo di nuova generazione potrebbe coprire quasi metà del fabbisogno elettrico Ue ora soddisfatto da fonti fossili
I punti chiave
Davanti all’ennesima crisi energetica dovuta al blocco delle forniture di combustibili fossili, che si rivelano ancora una volta inaffidabili, cresce la necessità di sviluppare fonti alternative, per alleggerire la dipendenza dalle importazioni di idrocarburi. La geotermia di nuova generazione (Egs in inglese, ovvero “Enhanced Geothermal Energy”) potrebbe aiutare l’Europa a liberarsi dalle sue dipendenze, coprendo a un costo competitivo quasi metà del fabbisogno elettrico europeo oggi soddisfatto dalle fonti fossili. A rivelarlo è un nuovo rapporto pubblicato del think tank indipendente Ember, secondo cui 43 gigawatt di capacità geotermica ad alta entalpia (quella con cui si produce energia elettrica) potrebbero essere sviluppati nell’Ue a costi inferiori ai 100 €/MWh e quindi paragonabili agli impianti a fonti fossili, con un potenziale produttivo di 301 terawattora di elettricità all’anno, ovvero il 42% della produzione da carbone e gas registrata l’anno scorso.
Anche Washington ci crede
La geotermia è una fonte rinnovabile continua, non intermittente, e può contribuire anche allo stoccaggio termico. Da qui il revival globale, su cui si è pronunciato perfino Chris Wright, il nuovo segretario all’Energia dell’amministrazione Trump, generalmente avversa alle rinnovabili: all’inizio di marzo, in un discorso a Washington, Wright ha auspicato una forte crescita del geotermico, sostenendo che «potrebbe contribuire a favorire l’intelligenza artificiale, la produzione manifatturiera, il rientro delle attività produttive e a fermare l’aumento dei prezzi elettrici».
Investimenti a +80% in un anno
Secondo l’ultimo rapporto dell’International Energy Agency, nel 2025 i finanziamenti per la geotermia avanzata hanno raggiunto infatti quasi 2,2 miliardi di dollari, con un aumento dell’80% su base annua e del 280% rispetto al 2018. La crescita è trainata dall’innovazione tecnologica, dall’ingresso di nuovi attori finanziari e da una domanda sempre più forte di energia elettrica continua e programmabile.
Le ultime innovazioni non hanno solo ampliato la profondità delle perforazioni ben oltre i 2mila metri correnti — è già possibile sfruttare risorse a profondità di 4-5mila metri e si punta ai 7mila — ma riescono anche a creare la permeabilità necessaria, grazie all’iniezione di fluidi in pressione, che allargano micro-fratture naturali, aprendo canali dove il fluido termovettore possa circolare. La geotermia di nuova generazione non ha neanche bisogno di trovare nel sottosuolo fluidi ad alta temperatura per funzionare – come succede nei siti tradizionali di Larderello e Monte Amiata, già sfruttati dalla fine dell’Ottocento – ma li immette a freddo per raccogliere il calore del sottosuolo lungo perforazioni orizzontali ed estrarlo poi con un’altra conduttura, spesso tramite sistemi a circuito chiuso, dove i fluidi circolano senza venire in contatto con la roccia.





