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Si alza il sipario sull’Amiata Presentata la stagione teatrale di Piancastagnaio con l’omaggio a San Francesco
di Giuseppe Serafini PIANCASTAGNAIO
Si è aperto ufficialmente a Piancastagnaio il tour teatrale della nuova e attesissima stagione 2026-2027 del teatro Vittorino Ricci Barbini. Stagione che inizia sotto il suggestivo slogan “Un’abbraccio particolare, teatro che ci somiglia“. Una programmazione curata dalla direzione artistica della associazione Piano scenico. La presentazione ufficiale del cartello teatrale si è svolta ieri mattina nella sala del consiglio comunale di Piancastagnaio alla presenza dell’assessore alla cultura Pierluigi Piccini, della presidente dell’ associazione “Piano Scenico“ Mirelda e dell’autore teatrale Senio Nucciotti. L’apertura questa sera alle 21 con uno spettacolo fuori abbonamento proposto dal gruppo teatrale di Saragiolo ‘’ Francesco Ottocento’’ dedicato all’anniversario della morte del poverello di Assisi. Domenica 22 il gruppo teatrale di Saragiolo proporrà alle 17.30 “La guerra è finita“. La stagione teatrale inizierà domenica 13 dicembre e si concluderà il 4 aprile. L’assessore Piccini ha commentato: «Il punto di forza è l’equilibrio tra comunità e professionismo. L’apertura con “Francescoottocento“ di Senio Nucciotti e la “Guerra è finita“ della compagnia di Saragiolo ancorano il cartellone al paese e alle frazioni presentando il teatro come una cosa di casa. C’è poi “Seconda classe“ di Controcanto Collettivo, prodotto dallo Stabile dell’Umbria, forse il titolo più interessante sul piano artistico. “La pazzia d’Isabella“, con Carlo Boso e una compagnia francese, porta invece la Commedia dell’arte su un canovaccio di Flaminio Scala: un pezzo di cultura europea che difficilmente si vede in un piccolo centro. «Abbiamo voluto un cartellone che sappia parlare al cuore e alla mente degli spettatori – ha detto Mirelda Morini, presidente di Piano Scenico –. Un teatro che ci somiglia è uno spazio specchio del nostro tempo, capace di far ridere, emozionare e pensare». «Volevamo dedicare un evento a San Francesco – ha concluso Senio Nucciotti, autore teatrale –. In una zona ricca di simboli francescani, ci sembrava doveroso riconoscere questo Santo, molto presente tra noi».





