Èiniziato, al largo delle coste sud occidentali di Cipro, l’intercettazione e l’abbordaggio da parte della marina militare israeliana, delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Le 57 barche, partite dal porto turco di Marmara quattro giorni fa in direzione della Striscia con l’intento di interrompere il blocco militare su Gaza, erano state, come già successo in passato, prima avvisate di far ritorno al punto di partenza, poi sono state circondate e i militari israeliani sono saliti a bordo.

Sono 12, al momento, gli italiani imbarcati che sono stati catturati oggi dall’esercito israeliano a largo di Cipro. Lo affermano i portavoce italiani di Global Sumud Flotilla . A loro si aggiungono due stranieri residenti in Italia. La Global Sumud Flotilla fa inoltre sapere che circa 20 piccole barche stanno invece proseguendo la loro navigazione verso Gaza, mentre 31 sono state intercettate.

 

 

Tajani: “Chiediamo il rilascio immediato degli italiani”

«Stiamo seguendo la vicenda da questa notte con la nostra ambasciata a Tel Aviv, con il nostro consolato, con l’ambasciata italiana a Cipro. Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Chiediamo e abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini, liberati il prima possibile così come è accaduto per l’episodio di qualche settimana fa», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell’incontro in prefettura a Modena.

 

Global Sumud Flotilla, Tajani: “Chiediamo il rilascio immediato degli italiani fermati”

 

Gli italiani a bordo: chi sono i connazionali in arresto

Tra gli italiani risultano a bordo due cittadini di Bologna: uno sta proseguendo la navigazione e l’altro si trova in arresto dell’Idf. Si tratta di «Francesco Gilli, cittadino di Grizzana Morandi e Alessio Catanzaro, cittadino di Budrio, impegnati insieme ad altre centinaia di attiviste e attivisti provenienti da numerosi Paesi in una missione civile e umanitaria. Francesco al momento prosegue nella navigazione, mentre Alessio è al momento in arresto dell’Idf», precisa la consigliera comunale Sara Accorsi. «Insieme ad alcune amministratrici e amministratori – spiega in un passaggio di una nota – abbiamo poco fa incontrato online Francesco che chiede prima di tutto di non abbassare l’attenzione sul genocidio in corso a Gaza, ma anche sugli attacchi alla popolazione libanese».

Ci sono anche tre attivisti marchigiani – Marco, Vittorio e Maurizio -, con il loro equipaggio, tra gli attivisti della Global Sumud Flotilla (Gsf) sequestrati stamattina durante l’abbordaggio in acque internazionali al largo di Cipro da parte della Marina dell’esercito israeliano. Lo fa sapere il Coordinamento Marche per la Palestina che parla di una situazione di «allerta massima».

 

 

L’Idf ha riprodotto a tutto volume il celebre singolo di Britney Spears, «Oops, I did it Again» attraverso gli altoparlanti di un’imbarcazione della Flotilla, come mostrato da un video girato da un attivista a bordo e rilanciato su X. Nella clip l’uomo mostra gli altoparlanti del vascello, accusando l’esercito israeliano di “interferire con il nostro canale di comunicazione” e “impedirci di chiamate chiamate”. di soccorso”. “Stanno attaccando una flottiglia umanitaria, questa è una vera violazione del diritto internazionale e anche un crimine di guerra”, concludono nel video l’attivista.

Contestualmente il 15 maggio dal Maghreb è partito un convoglio terrestre di circa 30 veicoli in direzione Rafah, punto di ingresso di Gaza ai confini con l’Egitto. Questo convoglio era più numeroso ma diversi paesi nord africani ne hanno impedito il passaggio, l’ultimo blocco è avvenuto nei pressi di Sirte, in Libia. Come era già successo ad aprile quando la missione simile fu bloccata e i suoi partecipanti arrestati e rispediti a casa da Egitto e altri paesi dell’area.

 

Gaza, i militari israeliani salgono sulla nave: l’abbordaggio in diretta

 

L’Idf ha riprodotto a tutto volume il celebre singolo di Britney Spears, “Oops, I did it Again”, attraverso gli altoparlanti di un’imbarcazione della Flotilla , come mostrato da un video girato da un attivista a bordo e rilanciato su X. Nella clip l’uomo mostra gli altoparlanti del vascello, accusando l’esercito israeliano di “interferire con il nostro canale di comunicazione” e “impedirci di chiamate chiamate”. di soccorso”. “Stanno attaccando una flottiglia umanitaria, questa è una vera violazione del diritto internazionale e anche un crimine di guerra”, concludono nel video l’attivista.

 

Flotilla, il messaggio della capitana prima dell’assalto Idf: “Il nostro passaggio è legale”

 

«Israele sta attaccando le navi della nostra flotta all’interno della zona di ricerca e soccorso cipriota, ma la guardia costiera cipriota se ne disinteressa: nonostante le decine di segnali Mayday, non si è avvicinata alle navi, anche se è tenuta a farlo, e non dà alcuna risposta chiara su cosa sta succedendo in questo momento». Lo denuncia sui sociali il movimento di marcia verso Gaza Grecia, che segue la missione umanitaria della Flotilla. Il Mayday è il segnale utilizzato per le comunicazioni radio dalle imbarcazioni per lanciare un’immediata richiesta di aiuto. Stando alle informazioni disponibili, almeno due navi della flotta greca che partecipa alla missione, la Bellela e la Arna’s children, sono state sequestrate finora dalla marina israeliana.

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Sono almeno mille i manifestanti che hanno risposto all’appello lanciato questa mattina, dopo l’ultimo intervento di Israele contro gli attivisti della Flotilla , dall’Usb e dalle altre sigle che sostengono la causa palestinese di riunirsi in piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini. Il corteo punta a proseguire per via Cavour fino a raggiungere il quartiere Esquilino. «Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio», recita lo striscione di testa, mentre sventolano le bandiere della Palestina, ma anche di Cuba, dell’Iran e della pace. «Boicotta Israele», lo slogan principale.

La precedente Flotilla marina era stata invece intercettata il 30 aprile scorso al largo delle coste greche di Creta. I partecipanti, più di 160, sono stati presi dalla marina israeliana e fatti poi scendere in Grecia, da dove sono stati deportati nei rispettivi paesi. Tutti tranne due, Saif Abu Keshek e Thiago Avila, considerati l’organizzatore e tra i finanziatori della flotilla il primo e portavoce della spedizione il secondo, detenuti per dieci giorni prima in barca e poi in Israele dove sono stati sottoposti a interrogatori per essere ritenuti legati a Hamas e altri gruppi simili. Diversi partecipanti della flotilla, compresi, ovviamente i due leader, hanno denunciato violenze e torture operate dai militari israeliani.

L’abbordaggio delle navi è avvenuto, oggi come ad aprile, al largo di due paesi con i quali Israele ha accordi di collaborazione militare e di difesa. Il paese ebraico si appella alle leggi internazionali che gli permettono di intercettare anche in acque non sue quelle che ritiene essere delle minacce alla sua sicurezza e all’interruzione del blocco navale dinanzi a Gaza in vigore da circa venti anni.
Le autorità diplomatiche italiane, così quelle degli altri paesi di nazionalità dei partecipanti, sono state allertate in Israele come a Cipro, per fornire assistenza ai connazionali.
La Flotilla ha sempre annunciato di aver messo in cantiere una operazione di aiuto e soccorso alla popolazione di Gaza annunciando di trasportare beni come provviste e medicinali, la cui quantità Israele, dopo il sequestro delle imbarcazioni, ha detto di aver scoperto essere irrisoria. Inoltre, sia il paese ebraico che altri hanno più volte chiesto agli organizzatori della Flotilla di consegnare i beni a loro così da poterli far arrivare sicuramente nella Striscia. Secondo gli attivisti, l’intercettazione delle imbarcazioni rappresenta “una proiezione extraterritoriale della dottrina del “Grande Israele”, che impiega influenza politica e forza militare per procura oltre i confini internazionali sovrani per schiacciare il sostegno della società civile alla Palestina.”

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