
I caduti di Piancastagnaio hanno finalmente un nome e una storia: chi dissente legga il libro e lo critichi nel merito
17 Ottobre 2026Il fuoco di sotto all’Università di Siena: la cosmologia dell’Amiata discussa dai giuristi

Mercoledì 21 ottobre alle 11,30, nella Sala Sant’Ansano del Santa Maria della Scala, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Siena presenta Il fuoco di sotto. Cosmologia dell’Amiata di Pierluigi Piccini, pubblicato da Effigi. L’incontro si svolge nell’ambito del Corso di Diritto civile. Introduce e modera Arianna Alpini. Ne discutono Giuseppe Vettori, professore emerito dell’Università di Firenze, Gerardo Nicolosi, Anna Guarducci e Fabio Mugnaini dell’Ateneo senese.
Il libro parte da una domanda semplice e abissale: come si vive sopra un fuoco che non si vede? Sotto l’Amiata, a pochi chilometri di profondità, un plutone magmatico continua a raffreddarsi, scalda le acque e spinge calore verso l’alto. Le comunità della montagna hanno risposto a questa presenza con gesti più che con teorie. Le fiaccole di Abbadia nella notte più lunga dell’anno, la Befana delle Tre Case e del Saragiolo, la trachite con cui Piancastagnaio ha costruito se stessa, il minatore, il carbonaio, il pastore e Lazzaretti sul Labbro sono figure di una stessa sapienza: scendere nel profondo, attraversare la soglia, tornare in superficie con qualcosa che prima non c’era. Quei gesti formano un sistema, e quel sistema ha un nome: cosmologia.
Il libro arriva in un’aula di diritto civile per una ragione precisa. Al suo centro c’è la distinzione tra contratto e patto. La geotermia ripete il gesto antico delle fiaccole, bucare la crosta e portare il calore in superficie, ma lo regola con lo strumento del contratto, che tutela le parti sedute al tavolo. Il patto risponde invece a ciò che al tavolo non siede: il sottosuolo, le generazioni future, la memoria di chi ha abitato quel confine. Si apre così una domanda che riguarda giuristi, storici e antropologi insieme: quale forma giuridica può avere il rapporto tra una comunità e la risorsa che la fonda? Ci si chiede se un bene che viene dal profondo possa essere trattato come una merce qualsiasi, o se chieda un vincolo di natura diversa.
Non è un libro sul passato. Racconta ciò che ancora pulsa sotto la crosta, e un territorio che, riconoscendo la propria cosmologia, smette di raccontarsi come periferia. Sarà presente l’autore.





