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L’Amiata ritrova le radici con la festa della castagna La tradizionale kermesse di Piancastagnaio giunge alla 59esima edizione Ci saranno musica, pranzi, cene e iniziative dedicate alla castanicoltura
PIANCASTAGNAIO di Giuseppe Serafini
Si apre domani sera a Piancastagnaio la cinquantanovesima edizione del Crastatone, la più antica festa della castagna sull’Amiata. Organizzata dal Comune di Piancastagnaio e dal Magistrato delle Contrade, con i rioni storici di Borgo, Castello, Coro e Voltaia, sarà una grande kermesse gastronomica e culturale all’insegna dell’amore per i castagni, che da millenni, con i loro frutti, rappresentano un punto di riferimento per l’economia locale. Fino a domenica il centro storico si trasformerà grazie a stand, banchetti, sedi e cantine di contrada, dove saranno proposti piatti tradizionali a base di castagne, salumi locali, caldarroste e vin brulé. Nei giorni della festa saranno presenti anche numerosi punti di street food, con castagne calde da gustare passeggiando. Mercatini animeranno viale Antonio Gramsci e i giardini pubblici Francesco Nasini. Nel centro storico ci saranno musica e iniziative dedicate alla castanicoltura, mentre i ristoranti nelle sedi di contrada saranno aperti per pranzi e cene e le cantine storiche nel cuore del paese resteranno vive fino a notte inoltrata. Il Crastatone nacque nel 1967 per iniziativa di un gruppo di cittadini che volevano creare un momento di festa in un paese che, in quegli anni, stava affrontando lo spopolamento causato dall’emigrazione verso le città vicine e il Nord, in cerca di lavoro. Fu scelta la ricorrenza di Ognissanti perché molti abitanti tornavano in paese per la festa dei santi e la commemorazione dei defunti. Alla prima edizione seguì, pochi mesi dopo, una seconda manifestazione straordinaria. Con il passare degli anni la festa si è trasformata, coinvolgendo anche le contrade pianesi che, dopo il Palio di Aosta, cominciano già a preparare l’appuntamento autunnale, riunendosi e lavorando fino alla vigilia. L’assessore alla Cultura del Comune di Piancastagnaio, Pierluigi Piccini, racconta il Crastatone richiamando alcune impressioni del viaggio che il poeta Eugenio Montale compì a Piancastagnaio nel secolo scorso: «C’è un’ora, sull’Amiata, in cui la nebbia risale dalla valle e il paese sembra galleggiare sopra il mondo. Eugenio Montale la conosceva bene, è proprio da quella stanza in cima alla montagna vide il maltempo trasformarsi in fuoco d’artificio e la sera riempirsi del rumore delle arnie: la prova che quassù anche il freddo si converte in calore ed il silenzio in vita. Prendete quell’atmosfera – l’aria che punge, la luce bassa d’autunno, il fuoco che si cerca e si trova, ed eccola diventare festa: è il Crastatone».





