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Ricavi da 4,5 miliardi e la scommessa nel Senese. Il presidente Bertelli: «Rispetto e qualità del lavoro»
di Giuseppe Serafini PIANCASTAGNAIO (Siena)
Dalle passerelle internazionali alle pendici dell’antico vulcano dell’Amiata, la crescita di Prada passa anche da Piancastagnaio. Il gruppo della moda archivia i primi nove mesi di quest’anno con ricavi netti a 4,541 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e consolida la propria presenza produttiva in Toscana con il nuovo stabilimento dedicato alla pelletteria proprio in questo comune amiatino, in uno spazio fatto completamente immerso nel verde. Un investimento che guarda al futuro e che, per il territorio, significa lavoro, competenze e nuove prospettive di sviluppo. «Il contesto macroeconomico rimane complesso e volatile e richiede attenzione, agilità e rigore nell’esecuzione. Creatività, eccellenza del prodotto e know-how industriale continuano a rappresentare i pilastri portanti della nostra strategia. La recente apertura dello stabilimento di Piancastagnaio in Toscana – commenta Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo del Gruppo Prada – ribadisce la visione industriale del Gruppo, fondata sul rispetto del territorio e sulla qualità dell’ambiente di lavoro. Fiduciosi nella nostra capacità di navigare le turbolenze del settore e affrontare le sfide che verranno, continueremo a investire in un’ottica di lungo periodo, rimanendo fedeli alla nostra identità e valorizzando i punti di forza della nostra organizzazione». Per Piancastagnaio, queste parole si traducono in un investimento già concreto. Il nuovo stabilimento, destinato alla produzione di borse da donna, si estende su 11mila metri quadrati, contro i 2.400 della precedente sede, ed è inserito in un’area verde di circa dieci ettari. La struttura è operativa da fine agosto, quando sono stati trasferiti i 170 lavoratori. «Un investimento che guarda lontano e che riconosce il valore del lavoro di questa montagna – dichiara Pierluigi Piccini, assessore allo Sviluppo economico di Piancastagnaio –. Stiamo costruendo un distretto produttivo fondato sulla geotermia, per offrire alle imprese energia sostenibile e a costi certi, servizi e infrastrutture. Le aziende della pelletteria sono interlocutorie naturali di questo progetto. Industria e qualità della vita devono crescere insieme». Piancastagnaio è un territorio abituato alle sfide e le sa interpretare al meglio. Sicuramente una importante riguarda adesso anche la formazione. Alle competenze artigianali maturate negli anni nelle lavorazioni di cucito e nella pelletteria dovranno affiancarsi tecnici capaci di utilizzare programmi informatici e software per la progettazione e la produzione nel settore moda, figure sempre più importanti in una filiera che unisce manualità, tecnologia e precisione. «Un obiettivo importante – conclude Piccini – è consolidare un sistema produttivo capace di unire il sapere artigiano, l’innovazione tecnologica e l’energia del territorio, facendo della presenza di grandi marchi un’opportunità di crescita per l’intero territorio».





