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Il punto di partenza è un dato di sistema. Il teleriscaldamento in Italia copre oggi il 2,3% del fabbisogno nazionale di calore, a fronte di un potenziale stimato fino al 21%. Eng Il Paese è strutturalmente indietro, e la distribuzione geografica lo conferma: la maggior parte degli impianti attivi è alimentata per l’82% della potenza da fonti fossili. La Toscana si distingue come unica regione italiana per l’utilizzo esteso della fonte geotermica nelle reti di teleriscaldamento. QualEnergia
Dentro questo quadro, Piancastagnaio occupa una posizione specifica che vale la pena misurare con precisione.
La variabile dimensionale
Il confronto rilevante non è con Brescia o Torino, che hanno reti storiche costruite su decine di anni e decine di migliaia di utenti. Il confronto corretto è tra dimensione del comune e densità del servizio. Piancastagnaio ha 3.850 abitanti e circa 700 allacci al teleriscaldamento geotermico, con l’obiettivo di arrivare a mille. In Italia sono 70 i comuni teleriscaldati con utilizzo di fonti rinnovabili, concentrati in Toscana grazie alla geotermia e in Trentino Alto-Adige grazie alla biomassa. Ecquologia Tra questi, nessun comune di dimensioni paragonabili ha raggiunto una penetrazione analoga su fonte interamente geotermica, con un progetto di estensione attivo alle frazioni.
Il confronto con Montegrotto Terme
Il caso più vicino come approccio, anche se diverso per fonte, è Montegrotto Terme, in Veneto, che ha sviluppato un progetto di teleriscaldamento da reflui termali. Nel 2023 il Comune, insieme ad AUSER e alle autorità parrocchiali locali, ha avviato l’iter per la creazione di una Comunità Energetica Rinnovabile Solidale, inaugurata alla fine di gennaio 2025, e ha contestualmente avviato la progettazione di un masterplan fotovoltaico. Rcinews Il modello — teleriscaldamento da fonte rinnovabile locale, CER, masterplan — è lo stesso che Piancastagnaio sta costruendo. La differenza è che Montegrotto Terme è un comune termale con una vocazione turistica consolidata e un bacino di utenza più ampio. Piancastagnaio opera con risorse strutturalmente simili ma partendo da una fonte — la geotermia profonda — energeticamente più potente e già matura.
Cosa distingue Piancastagnaio
Quattro elementi, presi singolarmente, non sono rari in Italia. Presi insieme, in un comune di meno di quattromila abitanti, non hanno precedenti documentati.
Il primo è la fonte: geotermia profonda ad alta entalpia, non biomassa, non gas, non termovalorizzatore. Una fonte che non richiede combustibile, non produce emissioni da processo e non dipende dal mercato energetico internazionale.
Il secondo è la filiera completa: dalla produzione elettrica al teleriscaldamento residenziale, dalla cattura della CO2 per uso alimentare e farmaceutico al progetto intercomunale di economia circolare nella miniera del Siele con Santa Fiora e Castell’Azzara. Non un singolo intervento, ma una catena di valorizzazione della stessa risorsa.
Il terzo è la Comunità Energetica Rinnovabile — CER. Uno strumento normativo che consente a comuni, imprese e cittadini di condividere l’energia prodotta localmente, accedendo a incentivi statali e riducendo i costi in bolletta. Per un comune geotermico, attivare una CER significa trasformare i cittadini da utenti passivi del sistema energetico a partecipanti attivi con un beneficio economico diretto e misurabile. È il passaggio da una rendita collettiva gestita dall’alto a un vantaggio distribuito e governato dalla comunità.
Il quarto è la pianificazione. Altri comuni italiani stanno avviando master plan strategici solo ora, spinti dalla crisi energetica del 2022 e dai fondi PNRR. Piancastagnaio arriva a questo appuntamento con un percorso già avviato, una concessione ventennale negoziata, e un master plan strategico in fase di approvazione consiliare che copre il periodo 2026-2034.
Il posizionamento
Nel panorama italiano dei comuni che gestiscono attivamente una transizione energetica integrata, Piancastagnaio si colloca nella fascia più avanzata — non per dimensione, ma per densità e coerenza del modello. È un comune piccolo che ha costruito una strategia da soggetto medio. Il valore di questo posizionamento non è solo locale: è un modello replicabile per tutti i comuni geotermici italiani che nei prossimi anni si troveranno a negoziare il rinnovo delle proprie concessioni.





