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La nuova consulenza medico-legale acquisita dalla Commissione parlamentare d’inchiesta bis sulla morte di David Rossi introduce elementi tecnici di rilievo nel percorso di approfondimento avviato dal Parlamento. Il documento, redatto dal dottor Robbi Manghi con il supporto del colonnello Adolfo Gregori dei Ris di Roma, si concentra sulle lesioni riscontrate sul volto del manager della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, ritenute non riconducibili né alla caduta né alla precedente fase di sospensione nel vuoto.
Secondo le conclusioni illustrate in audizione, i tagli presenti sul naso e sul labbro inferiore sarebbero compatibili con la pressione esercitata contro il filo metallico anti-volatili installato sulla finestra dell’ufficio di Rocca Salimbeni. Le lesioni nell’area dello zigomo sinistro, caratterizzate da ecchimosi da impatto e sfregamento, risulterebbero coerenti con la posizione della barra metallica e con gli elementi strutturali del telaio, inclusi i sistemi di ancoraggio laterale dei fili.
L’analisi si fonda anche su una ricostruzione sperimentale: la finestra è stata riprodotta in laboratorio con la barra metallica collocata a 34 centimetri dalla base del davanzale e con i tre fili anti-volatile posizionati come nell’assetto originario. Le prove avrebbero evidenziato fenomeni di “snervamento” delle molle, sottoposte – secondo i consulenti – a una trazione superiore al limite elastico ma inferiore al carico di rottura. Elemento che, nella lettura tecnica proposta, risulterebbe coerente con una sollecitazione significativa della struttura.
Dal punto di vista medico-legale, particolare attenzione è stata dedicata alle lesioni lineari alle narici e al labbro, descritte come prodotte da un organo tagliente con impatto minimo, e alle lesioni puntiformi con segni ecchimotici superficiali, ritenute compatibili con un impatto violento di natura contusiva. Nella valutazione dei consulenti, tali elementi rafforzerebbero l’ipotesi di una colluttazione avvenuta nello studio prima della precipitazione.
Nel corso dell’audizione sono stati sollecitati ulteriori approfondimenti sull’eventuale stordimento della vittima, ipotesi che – se confermata – inciderebbe sulla ricostruzione dinamica dei fatti. Il consulente ha richiamato, in termini generali, l’effetto che un colpo alla tempia può avere sulla capacità psico-fisica di reazione.
Resta ancora da illustrare la parte dello studio relativa alle possibili modalità di uscita dalla finestra la sera del 6 marzo 2013, segmento ritenuto decisivo per completare il quadro ricostruttivo. Nel frattempo, la Commissione ha annunciato l’approvazione della relazione di metà mandato e una successiva iniziativa a Siena con la presentazione di un video di ricostruzione.
In questa fase, il lavoro parlamentare si concentra sull’accertamento tecnico e sulla verifica della compatibilità tra configurazione architettonica e lesioni documentate. Ogni valutazione conclusiva resta affidata all’esame complessivo degli atti e agli ulteriori elementi che emergeranno, nel rispetto delle prerogative istituzionali e dell’esigenza di chiarezza su una vicenda che continua ad avere rilevanza pubblica.





