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28 Febbraio 2026Sorci verdi Il risultato inglese fa discutere il campo largo. Bonelli lancia Avs: «Puntiamo al 10%». Scotto (Pd) «Se tagli la spesa sociale perdi». Il ruolo delle seconde generazioni e dei movimenti Fratoianni: «Serve una connessione con la società»
Le suppletive a Manchester, nel collegio di Gorton e Denton, parlano anche alla politica italiana? Al netto delle differenze sostanziali, a partire dalla legge elettorale e dai soggetti in campo, quello che è successo nell’ex città operaia inglese ci interroga. Di fronte a una crescita impetuosa, foraggiata dai mass media e dalle emergenze sociali, dell’estrema destra di Nigel Farage e a una speculare crisi del Labour al governo, l’elettorato sceglie di puntare sul Green party, forza modesta e penalizzata dal maggioritario secco ma in grado di fare da argine e divenire punto di convergenza a sinistra.
IL PRIMO a salutare il successo di Hannah Spencer. «Quello che era considerato un collegio sicuro per il Labour è stato conquistato dai Green che hanno fermato la destra xenofoba – afferma il portavoce di Europa Verde – Spencer, fino a ieri idraulica, da oggi sarà membro della Camera dei Comuni». Per Bonelli, siamo davanti a un «segnale potente: la politica può tornare a rappresentare chi lavora e chi è rimasto ai margini». Alleanza Verdi Sinistra, prosegue il deputato rossoverde, «vuole essere il punto di riferimento per milioni di cittadini, donne e uomini, ragazze e ragazzi abbandonati nel lavoro povero e nella precarietà, mentre la ricchezza si concentra sempre di più in poche mani e cresce la povertà assoluta. Ambiente, pace, diritti dei popoli oppressi, a partire dalla Palestina: questa è la nostra agenda».
In conclusione, aggiunge Bonelli, «Avs è pronta a superare il 10% e a vincere le elezioni». Questo slancio viene raccolto dal socio elettorale, Nicola Fratoianni di Sinistra italiana: «Quando la sinistra non fa il suo mestiere ci sono solo due possibilità. La prima è che i cittadini votino per la destra, quella peggiore. Oppure può accadere quello che è successo a Manchester: si sceglie una alternativa che sia in grado di segnare la differenza. Perché non si è diversi dalla destra, gli elettori se ne accorgono». Come trasferiamo tutto ciò dalle nostre parti? «Per battere la destra serve la coalizione ma serve anche il coraggio di una proposta che sia chiaramente riconoscibile – rispondeFratoianni – Ma non basta essere più radicali. Serve anche una connessione: qualsiasi accordo ha bisogno di un’alleanza nel paese e con chi si mobilita. Altrimenti non ce la facciamo».
ANCHE DALLA PARTE del M5S si guarda al collegio mancuniano con interesse. Ne parliamo con Annalaura Orrico, che alle scorse elezioni riuscì a strappare il collegio uninominale del cosentino alla potente famiglia dei Gentile (con un riconteggio molto discutibile, il rampollo Andrea Gentile si è ripreso quel seggio). «Le battaglie forti, se vogliamo radicali, su tematiche sociali e ambientali attente ai più fragili e a chi non ha voce, sono un argine ed uno strumento potente per ricacciare le destre xenofobe alla marginalità politica – dice Orrico – Così come proporre figure nuove, dal basso, è una risorsa cui attingere con coraggio». Parte dalla sconfitta del Labour Arturo Scotto: «Non puoi vincere le elezioni promettendo riforme sociali avanzate e poi fare esattamente l’opposto – afferma il deputato dem – O tagliando sulla spesa per i servizi pubblici e riprendendo a investire in spese militari. Credo che sia questo il messaggio delle suppletive, persino superiore allo scandalo Epstein che ha investito l’ambasciatore negli Usa nominato dal primo ministro».
UN ULTERIORE elemento ha fatto la differenza. Anche questo parla alla politica italiana e allo schieramento che vuole fermare l’estrema destra. Sono i movimenti e le campagne antirazziste che da tempo agiscono nei quartieri popolari inglesi. Tra di esse c’è l’Antifascist League, coalizione che prende ispirazione da quella che nella seconda metà degli anni Settanta si formò per arginare la crescita del National front, costruendo immaginario e pratiche ancora oggi in circolo (furono loro, ad esempio a organizzare corsi di autodifesa per i pacifici migranti bengalesi e pakistani che erano vittime di aggressioni). Da giorni, i manifesti e le card online dell’Antifascist League avevano individuato in Spencer la candidata sulla quale puntare per impedire la vittoria di Reform Uk. È un modello, quello dell’organizzazione capillare del voto utile soprattutto nei collegi marginali, che venne messo in pratica anche dal Labour sotto la gestione di Jeremy Corbyn, quando la piattaforma digitale Momentum ottimizzava le strategie ed evitava che la mobilitazione si spostasse dove più occorreva. Altra cultura e altro meccanismo elettorale, ma anche dalle nostre parti senza un coinvolgimento reale di chi si muove nella società difficilmente si potrà fare la differenza.





